Cascina Burattana di Busto ArsizioCascina Burattana di Busto Arsizio

L'ultimo avvertimento – E così è accaduto. A nulla, purtroppo, sono servite le continue segnalazioni e gli avvertimenti mossi dall'Associazione Amici della Cascina Burattana in questi sei anni di attività. Giovedì 3 giugno è avvenuto il crollo di un'ingente parte di tetto. Tanta paura per i cinque residenti dello stabile, ma nessuno sfollato. Il crollo ha infatti interessato l'ala del fienile, ovvero la più antica, risalente al Seicento. Sembra, insomma, che la Cascina abbia ormai le ore contate e che non riesca più, da sola, a reggere il peso dei suoi anni. Abbiamo intervistato Matteo di Mattei, presidente dell'associazione a difesa della Cascina.

Una tragedia annunciata il crollo della cascina? 
"Certo, ce lo aspettavamo, anche se, nonostante tutto, ci ha già stupito il fatto che la cascina abbia superato quest'ultimo inverno, così rigido e piovoso. Ma i segnali di cedimento e di degrado della struttura sono sotto gli occhi di tutti da tempo e noi è da sei anni che sottoponiamo queste criticità all'attenzione pubblica".   

Come ha operato in questi anni l'Associazione Amici

Cascina Burattana di Busto ArsizioCascina Burattana di Busto Arsizio

della Cascina Burattana? 
"Inizialmente in sordina, facendo segnalazioni sulla necessità di recupero dello stabile. In seguito abbiamo voluto sensibilizzare anche il pubblico su questa realtà e da lì è nata la mostra itinerante che raccoglie il materiale fotografico e le analisi del progetto contenute nella tesi di laurea degli architetti Ferraro Miriam e Pianezze Fabiana. La mostra è accompagnata, inoltre, da conferenze che vogliono spiegare il nostro progetto di riqualificazione della Cascina che rispetti la sua vocazione originaria, trasformandola in un vero e proprio "organismo aziendale" orientato all'utilizzo del metodo agricolo biologico dinamico, che faccia rivivere la cascina e parte della storica Busto contadina".   

Ci sono altri monumenti storici simili nel territorio e, a suo avviso, come potrà essere gestita la cosa d'ora in poi? 
"Sì ma purtroppo 30 anni fa la Cascina dei Poveri venne abbattuta per il 90% della sua superficie. Purtroppo l'interesse per questo tipo di monumenti è talvolta molto carente. Tornando alla Cascina Burattana, ora è stata messa in sicurezza la zona del fienile, dove è avvenuto il crollo, ma altre zone sono a rischio. Probabilmente aspetteranno che pian piano crolli da sola, facendo evacuare i 5 inquilini rimasti (unica memoria storica degli ultimi 80 anni di vita della cascina) che tuttavia anche oggi, dopo l'accaduto, vogliono restare lì dove sono nati e vissuti, nella loro casa".   

Cascina Burattana di Busto ArsizioCascina Burattana di Busto Arsizio

Che alternativa proponete voi come Associazione? 
"La cascina è di proprietà del Comune ed è tutelata dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, quindi non si può vendere, ma si potrebbe affidarne la gestione ad altre realtà: privati, associazioni, cooperative. Ci sono moltissime possibilità di operare in questo senso. Un esempio ci è offerto dalla Cascina Cuccagna, in centro a Milano, affidata ad una cooperativa che finora ha raccolto 2 milioni e mezzo di euro per tenerla in vita".   

In questa direzione muove anche il "Progetto 100 Cascine" per l'Expo 2015: riqualificare antiche cascine lombarde e trasformarle in strutture ricettive, attraverso un progetto sostenibile poi nel tempo. La Cascina Burattana è tra le possibili partecipanti? 
"Lo era. I finanziamenti stanziati dall'Expo sarebbero poturi essere una via di salvezza per la Cascina. Ora noi continueremo ad appellarci alla cittadinanza, chiedendo di inviare una "mail di solidarietà" alla Cascina all'indirizzo info@cascinaburattana.it ; inoltre, invitiamo tutti a partecipare all'evento "Samarcanda 2010 – Fiera Mercato del Biologico, degli stili di vita sostenibili e della Biodiversità" che si terrà il 26 giugno a Busto Arsizio, durante la quale gli Amici della Burattana saranno presenti con una parte della mostra esplicativa del progetto e con la possibilità di firmare una petizione da presentare all'Amministrazione Comunale. Quel che urge adesso è tenere in piedi la struttura, prima che avvenga l'irrimediabile. Inoltre stiamo pensando di organizzare un incontro pubblico, tra circa tre settimane, in cui aprire un dibattito, un confronto, invitando l'Amministrazione Pubblica a partecipare."