Ad unire la pittura di Fabrizio Molinario alle sculture di Silvana Marra, come afferma il titolo "Dialoghi a distanza" a cura di Giovanni Crippa, se pur nelle rispettive differenti tecniche, è l'idea di percorrenza, di viaggio, di migrazione.

Sullo sfondo bianco della tela, Molinario dipinge una capiente barca, quasi un ventre materno stipato di migranti, ma con una tecnica dai tratti infantili, fiabeschi, come presagio, dopo drammatiche violenze e paure, di una dignitosa accoglienza.

Il candore di fondo della tela, si accosta al nitore del marmo usato da Silvana Marra nel concepire le sue arche, armoniose e silenti, dagli evidenti rimandi mitologici, con vele bianche tese verso l'alto quale segnale di un imminente arrivo per chi a terra attende.

Accanto alla provocatoria e fantasiosa pittura di Molinario, come il Papa benedicente su un carro armato, o la migrazione di greggi di pecore arancioni o alci con nel mezzo una sedia di plastica verde, paiono fluttuare le armoniose forme di Silvana Marra, diretto rimando alla civiltà mediterranea, al navigare atto alla fondazione di nuovi mondi.

Il dialogo tra Molinario e Silvana Marra regge tanto da richiamare alla mente il capolavoro di Wim Wenders "Così lontano, così vicino", dove lo sguardo dei due angeli verso gli umani è carico di buone intenzioni nei confronti degli umani.
Info.
Fabrizio Molinario e Silvana Marra – "Dialogo a distanza"

Omegna Spazio Aglaia Arts and Crafts Via Manfredi 11
Fino al 4 aprile
Orari: giovedì-sabato 16,30-19,30