Una sorta di gazebo metallico per sorreggere le volte e consolidare lo spazio. Tornano alla luce affreschi prima sconosciuti, e i reperti emersi ci parlano delle radici della nostra fede.
Ecco, in estrema sintesi, i frutti del lungo e complesso intervento di restauro che ha coinvolto la cripta del Santuario di Santa Maria del Monte, la cui apertura al pubblico è prevista dal prossimo I novembre.
Alla conferenza stampa, nella cornice del Museo Baroffio e del Santuario, erano presenti autorità religiose e civili, il vicario episcopale Mons. Agnesi, l'Assessore Regionale Cristina Cappellini, rappresentanti della Fondazione CARIPLO e della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte, esponenti della Curia di Milano e tutti coloro i quali che hanno contribuito alla realizzazione di questa importante opera.
<L'idea di riportare alla fruizione dei pellegrini la cosiddetta cripta – spiega l'Arciprete del Sacro Monte, mons. Erminio Villa – è stata più volte accarezzata da Mons. Pasquale Macchi che la rimandò però al termine dell'importante lavoro di restauro delle Cappelle, del Viale del Rosario oltre che del Santuario e del Museo Baroffio.La Fondazione CARIPLO aveva già garantito a Mons. Macchi il contributo economico nella misura del 70 % del costo dei lavori.
Il "testimone" fu ripreso con tenacia dal Presidente della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese Mons. Luigi Stucchi che si adoperò per dare un impulso maggiore alle indagini ed agli studi per un'opera molto complessa e delicata ed impegnò la Fondazione Paolo VI per il restante contributo economico pari al 30%.
I rettori del Santuario che si succedettero negli anni erano favorevoli all'iniziativa però a condizione di non dover "chiudere" il Santuario poiché la cripta si trova proprio sotto all'importante ed imponente altare marmoreo sul quale sovrasta la nostra Madonna Nera amata e venerata da oltre un millennio.
L'arciprete Don Angelo Corno pur apprezzando l'idea era preoccupato che venisse smontato pezzo a pezzo l'altare e ridotto lo spazio di culto a causa dei lavori.
Dopo anni di studi approfonditi e di sperimentazioni iniziati nel 1999 ed a conclusione di tre anni di lavori, sotto la guida delle Soprintendenze interessate e con la supervisione dell'Arch. Giuseppe Stolfi, della Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, si sono finalmente concluse le operazioni per permettere la riapertura al pubblico della Cripta del Santuario di S. Maria del Monte>.
Nel corso di impegnativi e complessi lavori sono stati ritrovati reperti che fanno risalire il luogo di culto al V – VI secolo, in epoca vicina alla leggenda che narra della messa di S. Ambrogio celebrata in occasione della vittoria sugli ariani proprio al culmine del Sacro Monte.

<Citata per la prima volta in un documento dell'anno 922, – spiega la dottoressa Barbara Grassi, Soprintendenza Archeologica di Lombardia – la chiesa di santa Maria del Monte è il risultato di una serie di interventi riconducibili a tre fondamentali costruzioni: una chiesa d'età carolingio ottoniana del IX- X secolo, con abside a emiciclo volta a Est; una nuova chiesa d'età romanica, che si data tra la fine dell'XI e gli inizi del XII secolo, eretta a quota superiore e al di sopra della chiesa preesistente, al fine di riutilizzarne il presbiterio come cripta, con scala di discesa; il radicale intervento del 1472-76 per volontà del duca di Milano Ludovico Maria Sforza, che amplia l'edificio romanico da una a tre navate e riedifica il presbiterio in una nuova grande tricora.
Lo scavo nella piccola cripta romanica a tre navate voltate ha individuato alcuni rilevanti lacerti murali e pavimentali che documentano chiaramente preesistenze di un ben più antico edificio di culto mariano di cui nessuna traccia documentale era mai emersa fin'ora, ad eccezione della leggenda che lo voleva luogo di culto paleocristiano.
Si è rinvenuto un emiciclo absidale di un sacello, orientato ad Est, con lacerti murali molto ridotti che inequivocabilmente ci orientano a datarlo all'epoca paleocristiana. Questo sacello su cui si svilupperà il moderno santuario sarebbe assegnabile sia per tipologia (abside sorpassato) sia per il contesto stratigrafico, nell'ambito del V secolo. Questo originario edificio venne abbattuto in età carolingia ottoniana per edificare ex novo e in forma ampliata una nuova cappella, il cui presbiterio absidato ci è giunto oggi trasformato nell'odierna cripta romanica.
Non è infine di poco interesse rilevare come tutti gli edifici di culto di S. Maria, nonostante gli ampliamenti e le trasformazioni rinvenute, abbiano fondato il proprio altare sull'area della precedente mensa liturgica, che ora si rivela essere quella del sacello originario posto in evidenza dagli scavi>.
Nel corridoio che conduce alla cripta sono stati portati alla luce due affreschi prima sconosciuti, una Madonna con bambino ed un ex voto per la liberazione dalla prigionia raffigurante Vergine con bambino affiancata da Santa Caterina d'Alessandria e San Leonardo.
I lavori di restauro degli affreschi sono stati diretti dalla dottoressa Isabella Marelli della Soprintendenza Belle Arti di Milano ed eseguiti dai restauratori Michele Barbaduomo e Luigi Reina del Laboratorio San Gregorio srl di Busto Arsizio.
<Gli affreschi che ornano la cripta presentano caratteri stilistici omogenei – spiega Isabella Marelli – riconducibili alle medesime maestranze intervenute in diversi momenti, poco distanti tra loro. Gli studiosi non sono concordi sulla loro datazione: secondo alcuni le diverse scene sono state eseguite tra il 1360 e il 1370; secondo altri la loro esecuzione va avanzata ai primi anni del XV secolo, a causa di caratteri stilistici simili a quelli presentati dagli affreschi della Schirannetta di Casbeno datati 1408. Indubbiamente si tratta di opere di una bottega locale che ripeteva con successo immagini dalla rigida frontalità, ma perfettamente riconoscibili facendo prevalere l'aspetto devozionale su quello artistico.
Sulla parete sinistra del corridoio d'ingresso alla cripta, che corrisponde al fianco esterno dell'antica chiesa romanica, i recenti restauri hanno riportato in luce due grandi affreschi. Il più antico , che si può far risalire al 3°-4° decennio del XV secolo, raffigura un donatore che ringrazia la Vergine col Bambino per la liberazione dalla prigionia. Lo affiancano San Leonardo, invocato dai prigionieri, e Santa Caterina d'Alessandria. L'affresco rispecchia lo stile del gotico-internazionale sia nell'architettura gotica, adottata nella costruzione del Duomo di Milano, sia nella profusione di dettagli preziosi come i bottoni delle vesti, le corone e le aureole realizzati in leggero rilievo dorato.
Di poco successivo è l'altro affresco, purtroppo molto danneggiato in passato, raffigurante l'Annunciazione. La figura di Maria che era rimasta nascosta, e protetta, dal contrafforte ora demolito, è la meglio conservata. E' opera di un artista locale che non rinuncia al gusto del gotico fiorito esemplificato dal trono sul quale è seduta; tuttavia la fluida stesura dei panneggi e la tridimensionalità della figura richiama i personaggi allungati e sinuosi di Masolino da Panicale, attivo a Castiglione Olona per il cardinale Branda intorno al 1435. I lavori di demolizione del contrafforte hanno permesso di scoprire un affresco più piccolo dei precedenti, ma coevo, raffigurante una Madonna con Bambino>.
Il recupero dell'antica cripta romanica ha quindi permesso di scoprire e di tutelare rilevanze artistiche e archeologiche assolutamente inedite, che ci parlano del passato più remoto di questo celeberrimo santuario mariano.

La Cripta del Santuario sarà aperti al pubblico a partire la I Novembre 2015, secondo le seguenti modalità:
Sabato, domenica e festivi:
9.30-10 Ingresso libero per la contemplazione silenziosa e la meditazione.
10-17.30 visite guidate (€5), durata della visita circa 20 minuti, ogni mezz'ora.
17.30-18 Ingresso libero per la contemplazione silenziosa e la meditazione.

La struttura degli spazi e le esigenze conservative, limitano l'ingresso contemporaneo ad un massimo di 10 persone.

Aperture per gruppi: su prenotazione, in qualsiasi giorno della settimana.

Per prenotazioni:
-on line QUI
-al telefono 3288377206, entro le 18 del giorno precedente

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