Varese – Continuano le visite guidate, organizzate da Archeologistics, alle mostre allestite al Castello di Masnago e al Museo Archeologico di Villa Mirabello. Domani, sabato 29 gennaio, il programma prevede la visita proprio all’esposizione allestita in villa, intitolata “La civiltà delle palafitte. L’Isolino Virginia e i laghi varesini tra 5600 e 900 a.C.”. L’incontro si ripeterà il 19 febbraio. Domenica 13 febbraio gli appassionati di atmosfere orientali potranno partecipare al tour guidato al Castello di Masnago dove è ospitata la mostra “Giappone dal disegno al design”. Al Museo Archeologico si potranno ammirare ricostruzioni di interni di abitazioni, di un aratro dell’età del Bronzo affiancati da proiezioni e schermi interattivi che permettono di conoscere da vicino quel periodo storico; i metodi della ricerca storica e archeologica, le discipline scientifiche coinvolte e la scoperta del percorso evolutivo dell’uomo. Questi i temi che vengono resi fruibili per gli adulti ma anche per i bambini. Infatti la visita è indicata a famiglie con figli tra i 6 e gli 11 anni. Varese Tokio, unite nella storia e nella cultura. Il Paese del Sol levante rivive al Castello di Masnago con una mostra che ripercorre come i simboli e le tradizioni di una cultura millenaria hanno recepito le influenze dell’Occidente. Esposti: stampe, illustrazioni e manifesti di un Giappone in cambiamento, realizzati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento firmate da noti artisti giapponesi e conservati nei depositi della Biblioteca Civica, grazie alle donazioni Baratelli e del marchese Ponti. Tra i temi: natura, scene e immaginari orientali, leggende e tradizioni. In occasione delle visite guidate si andrà alla scoperta anche dell’Ora del Cinghiale: una precisa fascia oraria che ripresenta l’antica suddivisione del tempo in Giappone. Per informazioni e prenotazioni: 328.8377206 (anche via WhatsApp) – info@archeologistics.it Prenotazioni online: Mostra Giappone: bit.ly/GiapponeaVarese; Mostra Palafitte: bit.ly/palafittefamiglie.

Maccagno – “Diabolik by Facciolo. Enzo Facciolo e il mondo dei fumetti” è il titolo della  mostra ospitata al Civico Museo Parisi Valle. La rassegna è dedicata al maestro, a quasi due mesi dalla scomparsa,  all’età di 89 anni. Autore di personaggi ideati dalle sorelle Giussani, in particolare Diabolik,  la mostra presenta una serie di opere dedicati alle sue creazioni con un fondamentale contributo al successo del più famosto ladro (a volte gentiluomo), in calzamaglia nera e occhi azzurri. Il pubblico potrà ammirare alcuni disegni originali concessi in prestito dalla famiglia Facciolo e altri provenienti dalla Galleria e Stamperia d’arte “Originale Multiplo” di Milano. Fino al 13 marzo. Orari: venerdì 14.30-18.30; sabato e domenica 10-12/14.30-18.30.

Busto Garolfo – “City of the future: la città contemporanea vista dall’arte e dagli artisti” è il titolo della collettiva organizzata da Independent Artists ospitata nelle sale di Villa Brentano. Il tema è quanto mai attuale nel nostro mondo sempre più urbanizzato. Le città infatti sono un punto di incontro e scambio imprescindibile per la società contemporanea. Le interconnessioni tra politiche urbane, sociali e alimentari sono la chiave per decifrare le linee di sviluppo che coinvolgono le aree urbane, gli abitati circostanti, ma anche le aree rurali, con le quali i confini si fanno via via sempre più sfumati. Sono state progettate città sul modello “smart” e “slow”, con nuove modalità di governance urbane che contribuiranno ad innescare dinamiche virtuose di inclusione sociale, anche attraverso la promozione di processi collaborativi basati sull’innovazione tecnologica di cui tutti possono diventare attivi protagonisti. Questa è la ricerca degli artisti che hanno aderito alla collettiva:Antonio Agresti, Devid Biscontini, Stefano Bonazzi, Daniele Cabri, Riccardo Caleffi, Isabel Carafì, Marina Comerio, Pietro Dente, Sergio Franzosi, Igor Grigoletto, Lachi Lea (Giancarlo De Luca), Elisa Lavazza, LBS (Latella Bruno Salvatore), Mauro Martin, Giuliana Natali, Manuela Pederzolli, Mauro Pinotti, Mattia Scappini, Giovanna Sposato, Misho Stojanovski, Urbansolid, Alice Voglino, Mayumi Yamakawa. Fino al 19 febbraio; orari di apertura: da martedì a sabato ore 14.30 – 18.

Saronno – Al via la sesta edizione di Coffeebreak.Museum, il concorso organizzato dal Museo Giannetti rivolto ad artisti che operano con la ceramica, totalmente o in parte. Ogni artista iscritto avrà la possibilità di partecipare a una selezione dove verrà presa in esame la produzione e il percorso artistico. Non è richiesto un tema in particolare. La scadenza del bando è il 31 marzo; le premiazioni sono previste per il prossimo 14 maggio. I vincitori (e non solo) potranno aggiudicarsi collaborazioni e opportunità imperdibili per crescere a livello professionale e artistico. Sul sito del Museo della Ceramica Gianetti www.museogiannetti.it è possibile trovare tutte le indicazioni per partecipare al concorso rivolto ad artisti emergenti. Sempre al Museo Giannetti, da sabato 29 gennaio verrà inaugurato il nuovo percorso. Per l’occasione l’ingresso sarà gratuito dalle 15 alle 19. I bambini avranno la possibilità di esplorare tramite attività di gioco la collezione, accompagnati da GiGi, il custode del museo, personaggio presente nella nuova guida e sui pannelli delle sale.Per info scrivere a:segreteria@museogianetti.it; oppure chiamare il T. 02 9602383.

Milano – “The Immediate Gaze” (De immidiat Ghes): il titolo di una mostra e di un volume firmati da Maurizio Coppolecchia e Pietro Spica. L’esposizione aperta allo Spazio d’Arte Scoglio di Quarto, a cura di Gabriella Brembati, mette a confronto venticinque fotografie di un viaggio all’interno delle steppe della Mongolia, riprodotte in stampa digitale con altrettanti acquarelli. Nel 1989 Maurizio Coppolecchia, produttore e fotografo milanese, compie un reportage a colori nel deserto dei Gobi in Mongolia, con una semplice Polaroid per uno spot pubblicitario, fermando in istantanee gli sguardi discreti e schivi di allevatori nomadi, uomini e donne, giovani e vecchi.Trent’anni dopo, nel 2020, Maurizio chiede all’amico Pietro Spica, artista italiano scomparso da poco, di compiere il medesimo viaggio con i propri acquarelli e la personale espressione artistica, caleidoscopica e magica partendo proprio da quelle stesse immagini.Da questo viaggio in due tempi, nascono la mostra che sarà visitabile fino al 30 gennaio e un libro d’artista. Orari: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19; sabato dalle 15 alle 19.

Milano – Al Pac, padiglione arte contemporanea, è ospitata la mostra “La verità, a scapito del mondo”, la prima  personale in Italia di Tania Bruguera, artista e attivista le cui performance e installazioni esaminano le strutture del potere ed esplorano i modi in cui l’arte può essere applicata alla vita politica quotidiana. Durante la mostra  il pubblico  sarà chiamato a “esplorare” la verità attraverso una serie di installazioni e azioni – alcune delle quali attivate quotidianamente da performers. La mostra presenta una selezione delle azioni più significative dell’artista e alcuni nuovi lavori pensati per lo spazio milanese, tra i quali un’opera realizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti (ANED) che denuncia le ingiustizie subite dai migranti. In meno di dieci anni l’Europa ha costruito chilometri di barriere di frontiera (l’equivalente di sei muri di Berlino) per ostacolare i flussi migratori. Nella nuova opera pensata per il PAC T l’artista adotta un parallelismo storico: un filo spinato, cucito a mano da sopravvissuti e discendenti di deportati durante la Seconda Guerra Mondiale, unisce le stelle della bandiera europea. Fino al 13 febbraio. Orari: 10 – 19.30; giovedì ore 13 – 22.30.

Milano – Ultimo fine settimana per visitare, a Palazzo Reale “Corpus domini. Dal corpo glorioso alle rovine dell’anima”, a cura di Francesca Alfano Miglietti. Una collettiva che presenta oltre 100 opere tra installazioni, sculture, disegni, dipinti, videoinstallazioni e fotografie realizati da 34 artisti, per raccontare la molteplicità della rappresentazione dell’essere umano e focalizzare l’attenzione sullo storico passaggio dal corpo vivo, protagonista della Body Art, al corpo rifatto dell’Iperrealismo, sul mutamento dei canoni estetici e sulla potente evocazione dell’individuo mediante i suoi resti, le sue tracce, i suoi rivestimenti. Fino al 30 gennaio. Orari:da martedì a domenica 10-19.30.

Milano – In chiusura anche la mostra dedicata a Claude Monet allestita nelle sale di Palazzo Reale. E’ un percorso attraverso 53 opere del più importante rappresentante dell’Impressionismo.  Si possono ammirare  le famose Ninfee e Le rose, la sua ultima e magica opera e ripercorre l’intera parabola artistica del Maestro, letta attraverso i lavori che considerava fondamentali, private, custodite gelosamente nella sua abitazione di Giverny. Opere che l’artista stesso non volle mai vendere e che ci raccontano le più grandi emozioni legate al suo genio artistico, opere chiave dell’Impressionismo e della sua produzione artistica sul tema della riflessione della luce e dei relativi mutamenti nell’opera stessa dell’artista: l’alfa e l’omega del suo approccio artistico. Fino al 30 gennaio. Orari: da martedì a domenica 10-19.30.

Mudec – Prosegue al Mudec, Museo delle Culture, la mostra “Disney. L’arte di raccontare storie”
L’esposizione si compone di preziose opere originali provenienti dagli Archivi Disney, di lungometraggi e di altri celebri film dei Walt Disney Animation Studios. Il percorso racconta i capolavori: sono i miti, le leggende medievali e il folklore, le favole e le fiabe che costituiscono da sempre il patrimonio narrativo delle diverse culture del mondo. Queste tradizioni vengono presentate attraverso l’esposizione dei bozzetti preparatori di ricerca creativa, incentrati sulla scoperta di personaggi, ambientazioni e trame. Il visitatore potrà ripercorrere l’elaborazione dell’intero processo creativo dietro le quinte di un racconto Disney e invitato a diventare  narratore, attore protagonista attraverso postazioni interattive e un allestimento, che evoca gli scenari dei grandi capolavori dell’animazione Disney. Sarà lo stesso percorso di visita a fornire i ferri del mestiere di ogni grande storyteller. Sala dopo sala ognuno potrà sperimentare gli elementi strutturali fondamentali per dare vita a qualsiasi narrazione fino a provare l’emozione di immedesimarsi nel lavoro di un artista dell’animazione attraverso le stesse tecniche dei Disney Studios.Fino al 13 febbraio. Orari: lunedì 14.30 – 19.30; martedì – mercoledì – venerdì e domenica 9.30 – 19.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30.

Milano –  “Mario Sironi. Sintesi e grandiosità” è il titolo della retrospettiva che il Museo del 900 dedica al maestro (Sassari 1885 – Milano1961). La mostra ripercorre l’opera dell’artista a sessant’anni dalla morte attraverso 110 opere che segnano i diversi momenti creativi: dalla giovanile stagione simbolista all’adesione al futurismo; dalla sua personale  interpretazione della metafisica nel 1919, al momento più classico del Novecento Italiano; dalla crisi espressionista del 1929-30 alla pittura monumentale degli anni Trenta fino al secondo dopoguerra e all’Apocalisse, dipinta poco prima della morte. Esposti anche alcuni capolavori che non comparivano in una mostra da quasi mezzo secolo. Ampio spazio è stato dato al ciclo dei paesaggi urbani, tema più famoso di Sironi. Il “viaggio” nell’opera del maestro termina nelle ultime sale che documentano i suoi drammatici ultimi anni, tormentato anche dalla perdita della figlia Rossana, che si tolse la vita nel 1948 a diciotto anni. La mostra, a cura di Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo, sarà aperta al pubblico fino al 27 marzo nei seguenti orari: da martedì a domenica 10 – 19.30; giovedì 10 – 22.30.

Bologna – “Try” è il titolo della prima personale di Marilisa Cosello negli spazi della galleria Studio G7 che si aprirà al pubblico da sabato 12 febbraio. Il progetto, inedito e itinerante iniziato nel 2020, a cura di Luca Panaro, presenta un lavoro che si inserisce all’interno della ricerca dell’artista, da sempre incentrato su temi quali: la costruzione collettiva, il femminile, le strutture sociali, il potere e il Corpo come strumento narrativo. L’opera si manifesta attraverso l’atto performativo, la fotografia e il video. Ogni episodio inscena una disciplina olimpica, decontestualizzando lo sport in essere. In occasione della mostra e prima dell’inaugurazione prevista, dalle 17 alle 20, l’artista presenterà, con l’atleta Giorgia Bordignon  Try #5, quinto atto performativo del progetto. Fino al 3 aprile. Orari da martedì a sabato, 15.30 – 19.30. Mattino, lunedì e festivi su appuntamento: T. 051 2960371; info@galleriastudiog7.it; www.galleriastudiog7.it.