Venezia – Riverberi di bagliori assorbiti dal mutare della luce animano le tre imponenti opere che danno vita a “CHIHULY: Venice 2026” promosso da School e dal Frederick Meijer Gardens & Sculpture Park, collocate lungo il Canal Grande e visibili dal Ponte dell’Accademia.

L’insieme composto da sinuosi moduli in vetro lievemente venati di colore, rimandano ai maestri vetrai di Murano, custodi di sapere artigianale e creativo millenario tramandato di generazione in generazione.

Nell’opera di Dale Chihuly (Tacoma, Washington 1941) si coglie il perfetto equilibrio tra sapienza costruttiva e creatività. Il continuo e incessante rimando di riflessi, tra le forme vitree durante l’arco della giornata, mai ha sosta neppure nelle ore notturne, dando vita a un succedersi di dialoghi luminosi dalle sfumature fiabesche.

Per meglio comprendere il lavoro di Chihuly all’l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, situato in Campo Santo Stefano, saranno esposti disegni, fotografie, video e una corposa documentazione, fondamentali per percorrere gli aspetti progettuali e creativi dell’artista.

Segnaleremo alcune tra le mostre più significative compiute da Dale Chihuly come il suo esordio omaggio alla città lagunare con Chihuly over Venice (1995-96) al Young Museum di San Francisco (2008) al Virginian Museum of Fine Arts di Richmond, al Crystal Bridges Museum of American Art di Benton Ville in Arkansas (2017) al Royal Botanic Garden in Australia ( 2024-2025).

Mauro Bianchini

Venezia – “CHIHULY: Venice 2026” visibile dal Ponte dell’Accademia nel Giardino di Palazzo Franchetti. Fino al 22 novembre