Lodi – Una fotografia può fermare un istante. Ma alcuni scatti fanno qualcosa di più difficile: restituiscono la durata. La guerra che non finisce, una ferita che continua a cambiare un corpo, un paesaggio che lentamente si impoverisce, una città che cancella i luoghi della memoria. È questa dimensione del tempo, più che la semplice cronaca, a legare molte delle mostre della XVII edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi, dal 26 settembre al 25 ottobre. (ph. max cavallari)

Al centro del percorso espositivo è il World Report Award – Documenting Humanity, che riunisce alcuni dei lavori più significativi della fotografia documentaria contemporanea. In ICE – Broken Families, Carol Guzy, vincitrice della categoria Master, racconta le conseguenze delle deportazioni di massa negli Stati Uniti attraverso lo sguardo dei minori e delle loro famiglie: la grande cronaca politica si trasforma in una storia intima, fatta di paura, separazioni e attese.

La memoria è invece protagonista di When Buddha Stopped Smiling di Chinky Shukla, dedicato alle comunità del Rajasthan segnate dai test nucleari indiani, mentre Beyond The Lake di Carlos Folgoso Sueiro osserva il progressivo deterioramento ambientale della Galizia. In entrambi i casi il paesaggio conserva le tracce di ciò che è accaduto e continua ad accadere. (ph. chinky shukla)

La guerra ritorna in Sudan War, a Nation Trapped di Abdulmonam Eassa, cronaca del conflitto civile sudanese, e in In the Shadow of a Deadly Sky di Diego Fedele, che segue da oltre quattro anni la guerra in Ucraina. Sono immagini che sottraggono il conflitto alla dimensione dell’evento per restituirlo come esperienza prolungata, quotidiana.

È proprio la dimensione individuale a caratterizzare anche Le vite degli altri, sezione dedicata a storie lontane dai riflettori della cronaca. Deanne Fitzmaurice racconta la vita di Saleh Khalaf dopo un grave incidente durante l’invasione dell’Iraq; Aleksandra Kossowska entra nella quotidianità di una scuola etiope per bambini ciechi e ipovedenti; Kristian Aale osserva invece la società russa dopo il 2022, segnata da militarizzazione e isolamento.

Al tema dell’ambiente sono dedicate due mostre di particolare interesse. Elements of Wonder di Jon McCormack, nell’ex Chiesa di Santa Chiara Nuova, guarda alle forme e alle strutture del mondo naturale, mentre Question of Balance di Elliot Ross, al Museo Diocesano, affronta la questione dell’accesso all’acqua nell’Ovest americano, mettendo in luce disparità e fragilità di una risorsa essenziale.

Nello Spazio approfondimento, Life Sentence di Nikita Teryoshin utilizza invece gli zoo europei per interrogare il rapporto tra natura, rappresentazione e retaggio coloniale. Una riflessione sul modo in cui l’uomo ha costruito il proprio sguardo sul mondo naturale.

Il percorso si completa con la mostra del World Press Photo, ospitata a Bipielle Arte, e con le installazioni fotografiche nei Giardini pubblici, dove Ritratti di energia: Storie di persone, luoghi e dignità di Marco Garofalo porta nello spazio urbano il tema della povertà energetica.

Più che una raccolta di reportage, il Festival costruisce così una mappa del presente attraverso immagini che chiedono tempo: per essere guardate, comprese e, soprattutto, ricordate.

Accanto al Festival ufficiale si svolge FFE – OFF, circuito diffuso di mostre in negozi, bar, gallerie e spazi pubblici della città, aperto a chiunque desideri esporre i propri lavori, senza vincoli tematici o di genere. Quest’anno il numero di richieste per partecipare ha raggiunto il record mai toccato in 17 anni di Festival. (ph. ginevra bonina)

Il Premio Portfolio Lodi nell’ambito del circuito FIAF “PORTFOLIO ITALIA” fa tappa a Lodi il 10 e 11 ottobre alla Biblioteca Laudense di Lodi, durante il Festival.