ArteVarese
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23-10-2007

Il rebus Pogliaghi: slitta al 2008 la riapertura del rustico

La Fondazione Pogliaghi credeva di potercela fare: aprire il rustico annesso alla Casa-Museo per una mostra e un convegno, all'inizio di ottobre. Ma dalla Soprintendenza mostrano dubbi sul progetto e sulla futura gestione della  museo e delle sue collezioni. "E' ancora tutto su base volontaristica, servono figure professionali"


Varese:

Il ponteggio davanti al modello del Portale del DuomoIl ponteggio davanti al modello del Portale del Duomo
Il cantiere a porte aperte - "Casa Museo Ludovico Pogliaghi. Un cantiere a porte aperte". Si sarebbe dovuto chiamare così, con esibito ottimismo, la mostra già fissata da qualche mese nel rustico adiacente alla dimora dello scultore al Sacro Monte. Nero su bianco, o almeno in un grigio possibile, c'erano già l'elenco delle opere, il costo complessivo, il progetto di marketing, comprensivo di un sito internet dedicato. Individuate le risorse umane e professionali. C'era anche la data fissata. Della mostra e di un eventuale convegno per sollecitare l'attenzione pubblica al restauro dell'intero edificio. Il 6 ottobre 2007. Cose decise dalla stessa Fondazione Pogliaghi.

Infiltrazioni e topi - Ma del cantiere a porte aperte all'improvviso non si è saputo più nulla. L'avanzare dei lavori dell'esposizione si è bloccato a metà estate; il rustico è ancora lontano dall'essere riaperto al pubblico, benché i lavori l'abbiano restituito a norma, climatizzato, pronto per essere aperto anche domani. La Casa-Museo vera e propria, quella è ancora tutta da prendere in mano. Gli ultimi testimoni rivelano infiltrazioni d'acqua piovana dal tetto, proprio a ridosso del modello originale del portale del Duomo di Milano - "un piccolo difetto strutturale, probabilmente esistente già ai tempi di Pogliaghi", ridimensionano dalla Fondazione - per non dire di topi morti in una delle vasche da bagno. In attesa da troppo tempo che la cura degli uomini se ne prenda cura. Costi quel che costi.

Il percorso archeologico tra le erbacceIl percorso archeologico tra le erbacce
I dubbi della Soprintendenza - Cosa succede in vetta al Sacro Monte? "Avevamo puntato effettivamente per l'inizio di ottobre, per la mostra e per il convegno - ammette Giuseppe Battaini, sindaco di Castiglione Olona e presidente della Fondazione Pogliaghi - questi erano i nostri desiderata.  Ma successivi incontri con la Soprintendenza ci hanno portato a modificare i piani e rimandare tutto alla prossima primavera". Tre i motivi, secondo il presidente, dello slittamento: l'opposizione della Soprintendenza che pur avendo in qualche modo contribuito a visionare un progetto di massima e a stilare un primo elenco delle opere ha chiesto maggiori garanzie scientifiche e ulteriori approfondimenti critici sull'opera dello scultore, nonché altri chiarimenti sul piano allestitivo.

La tranche che si attende - L'altro motivo è puramente contingente: "Inaugurare una mostra che rilanci la questione della Casa-Museo Pogliaghi in ottobre forse non sarebbe stato il massimo, tanto più - sottolinea Battaini - che i lavori ancora in corso sulla rizzada ne rendono ancora difficoltoso l'accesso". C'è un terzo motivo che gravita, di natura economica: "Stiamo ripianando i costi. E stiamo aspettando che la Fondazione Cariplo ci versi la rimanente terza tranche del contributo promessoci negli anni scorsi. Stanziamenti sicuri, ma che arriveranno solo a fine novembre. Con questi - continua il sindaco - avremo un margine economico sufficiente per affrontare, con l'aiuto di altri sponsor, i costi inizialmente previsti per la mostra nel rustico". Dalla Cariplo, in sostanza, si attendono circa 200 mila euro. Il costo preventivato per la mostra dovrebbe aggirarsi sui 50mila.

I gessi della collezione PogliaghiI gessi della collezione Pogliaghi
Business plan - Una posizione di attesa prudente che è ufficialmente anche quella della Soprintendenza: le cui preoccupazioni si rivolgono tanto al carattere "prematuro" dell'iniziativa espositiva quanto ai vuoti di figure professionali che da sempre, e ancor di più oggi, in vista di una riadeguata rimessa in funzione della casa-museo, latitano: un direttore, un conservatore. Tanto per ciò che riguarda l'ente proprietario, l'Ambrosiana di Milano, quanto il museo stesso. Un problema a cui si aggiunge quello del personale, al momento imperniato esclusivamente su una disponibilità volontaristica: in altri termini: come, dove, con chi, e soprattutto sulla base de quale business plan tenere aperto il futuro nuovo spazio.

La prudenza non è mai troppa
- Chi si aspettava il 2007 come l'anno decisivo perchè l'affaire Pogliaghi si rimettesse in moto rimarrà deluso. Nonostante i tentativi di risollevarne le sorti critiche, negli ultimi mesi - due mostre varesine, una al Castello Sforzesco, la grande mostra estiva a Genova, dove alcuni pezzi del Museo sono stati prestati - la soluzione della Casa-Museo appare ancora lontana. La formula 'armiamoci e partite' non piace a nessuno. Le parti in causa aspettano e si aspettano. Parola d'ordine, prudenza: sia in Ambrosiana che in Soprintendenza e all'interno della Fondazione Pogliaghi.

La filosofia del Pogliaghi - Quanto ad un progetto di recupero definito sul museo, Battaini assicura: "Un progetto esiste, sebbene ritenuto ancora esplorativo dal sovrintendente. E' quello redatto a suo tempo dall'architetto Arricobene. Ma stiamo parlando di un progetto che prevede la messa a norma dell'edificio e di aggiornamenti allestitivi. E' chiaro che la filosofia della casa. l'atmosfera voluta dall'artista non potrà essere stravolta più di tanto". Un intervento che, quando sarà, è stimato intorno ad un costo complessivo di circa 1 milione 500 mila euro. "Diverso e molto più costoso, sarebbe - conclude Battaini - procedere ad restauro dettagliato di tutte le opere che ne hanno bisogno".  



Riccardo Prina

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