Veduta del parco e della villaVeduta del parco e della villa

Undici sale per ripercorrere la storia, una passeggiata nel tempo, come ha sottolineato la dott.ssa Banchieri, conservatrice del Museo Archeologico di Villa Mirabello. È la nuova sezione del Museo Archeologico di Varese, inaugurata lo scorso venerdì, con oltre duecento visitatori accorsi per l'occasione. Un evento importante, per specialisti, appassionati e in generale per tutti i Varesini.

Come ha sottolineato l'assessore alla Cultura Simone Longhini si è venuto così a chiudere un cerchio che ha come protagonista il Museo stesso: nel 2006 è stata presentata la sezione romana, di recente è stata inaugurata la sezione risorgimentale ed ora si pone l'ultimo tassello al mosaico con la sezione preistorica e protostorica.

Un lavoro complesso, durato anni, ma che senza dubbio regala a Varese un museo di alto livello, sia per i materiali esposti, sia per la musealizzazione. Vi sono infatti pezzi di eccezionale valore storico, unici in Italia e con pochi confronti in Europa, che sono ben esposti nelle sale e soprattutto corredati di un apparato di pannelli didattici di facile approccio, adatti a ogni tipo di pubblico, impreziositi dai disegni di Marco Maccecchini, illustratore.

Viene finalmente restituita l'immagine vivida della archeologia varesina, alla ribalta europea già dalla seconda metà dell'Ottocento, quando ebbero inizio gli scavi dell'Isolino e il Varesotto divenne meta di studiosi stranieri, soprattutto transalpini.

Il percorso segue un ordine cronologico, segnalato anche dai pannelli dai colori diversi, dal Neolitico fino all'Età del ferro. Grande spazio è dato all'Isolino Virginia, patrimonio dell'Unesco dallo scorso anno, annoverato fra i "Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino". Sono esposti i materiali ceramici, come le tazze con manico, utensili vari in selce e pietra verde e si segnalano, conservati in un acquario, parti dei pali lignei di oltre seimila anni fa. Gli oggetti esposti mostrano l'internazionalità dell'Isolino, che commerciava con i paesi transalpini.

Ingresso alla sede musealeIngresso alla sede museale

Sempre al Neolitico risale il Pizzo di Bodio, il più antico abitato dell'area varesina, di cui sono esposti esempi di industria litica e ceramica. Segue poi l'età del rame, famosa per i vasi detti campaniforme, con attestazioni per esempio a Laveno Mombello con punta di lama e pugnale. Di grande importanza le testimonianze dell'Età del Bronzo, sempre al Pizzo di Bodio, alla Palude Brabbia, all'Isolino. Trova collocazione prestigiosa al Museo il ripostiglio della Malpensa, un tesoretto con scopo votivo, che comprende falcetti, asce e soprattutto i famosi schinieri, recentemente restaurati. Sempre nelle sale varesine è conservata la spada di Biandronno, appartenuta sicuramente a un personaggio della elite locale.

Seguono poi le sale dedicate all'età del ferro, con la cultura di Golasecca, con i corredi di alcune sepolture. Ma soprattutto ritorna visibile l' importantissima seconda tomba di guerriero, rinvenuta a Sesto Calende: una tomba principesca, di VII secolo a.C., con una intera panoplia in bronzo, una situla in bronzo e addirittura i resti di un carro. Ottima la musealizzazione, che sottolinea la straordinarietà e l'unicità della sepoltura, che assieme alla prima tomba di guerriero sempre di Sesto Calende, costituisce un unico in Italia del nord.

Altro pezzo di fondamentale importanza la stele di Vergiate: rara testimonianza locale della scrittura leponzia, ritrovata nel 1913 è stata concessa al Museo di Villa Mirabello e probabilmente in origine faceva parte di un monumento funerario.

Nelle ultime sale spazio agli abitati, come i Prati Lago a Somma Lombardo, le cui testimonianze sono sempre più rare rispetto alle sepolture. E infine la stanza dedicata ai materiali, come legno, pietra, ossidiana, cioè tutte le materie prime utilizzate dai nostri antenati nella loro vita quotidiana. Fra questi spicca il calco di una struttura in legno emersa all'Isolino, in parte crollata, risalente addirittura al 4900 a.C.
Un percorso nella storia, nelle radici; un museo di valore, che merita di essere amato e apprezzato dai Varesini, con la stessa cura con cui è stato allestito.

OLTRE MILLE GALLERY FOTOGRAFICHE REALIZZATE DALLA REDAZIONE, RECENSIONI, CRITICHE E AFFONDI STORICI: DA CINQUE ANNI, ARTEVARESE.COM RACCONTA L'ARTE, I MUSEI E LA CULTURA NEL TERRITORIO PREALPINO: DA SESTO CALENDE ALLA MALPENSA, DA LUINO ALL'ALTO MILANESE. SCRIVI ALLA REDAZIONE DI ARTEVARESE PER SEGNALARE MOSTRE ED EVENTI CULTURALI DELLA TUA ZONA!