Milano – Nell’arco di una stagione espositiva vi sono mostre che pur non godendo di echi mediatici, a volte sproporzionati rispetto alla realtà dell’evento, risultano imperdibili.

Ineccepibile per la scelta delle opere e per la raffinatezza dell’allestimento, “Oltreforma”, in corso alla Maabgallery, vede accostate le sculture (cemento e acciaio cortex) di Mauro Staccioli (Volterra 1937 – Milano 2018) e le immagini su tela, carta e tavola di Marco Tirelli (Roma 1956).

Nell’armonico rapporto tra il tangibile e il visibile i lavori in mostra sono accomunati dall’essenzialità elementare, quanto atavica, di perfezione assoluta che diviene nelle sculture di Staccioli forma totale quale ellittico simbolo di eternità temporale; in tale misura il vuoto assume valenza spaziale poichè definito dal tratto unico della materia sino a creare un campo e un fuori campo: il dentro e l’altrove.

A delineare l’armonico dialogo con la tridimensionalità delle sculture le opere di Marco Tirelli paiono voler espandersi oltre la superficie piana, come un respiro giunto alla sua massima estensione.

E se la lettura di un opera d’arte impone il coinvolgimento di tutti i sensi, a fronte dei lavori di Tirelli, l’udito assume alta valenza.

Chiudendo gli occhi, si arriva a percepire il sussurrato crepitio emanato dalla plasticità delle forme.

 

Marco Tirelli, Mauro Staccioli – “Oltreforma”, Milano – Maabgallery, Via Nerino 3. Fino al 18 gennaio. Orario: lunedì-venerdì 10,30-18

 

Mauro Bianchini