Nuova mostra a Villa Fara ForniNuova mostra a Villa
Fara Forni

L'affascinante storia dell'Africa raccontata da una prospettiva interamente femminile: questa è la singolare proposta che arriva dall'Associazione "Solidarité Nord-Sud" ONLUS, con la sua recente mostra intitolata "Regine ed Eroine d'Africa: un percorso nella storia d'Africa attraverso le sue grandi regine ed eroine".

Allestita nella Villa Fara Forni di Vedano Olona dal diciassette al ventiquattro marzo, questa mostra ha in programma anche una serie di eventi interessanti: oltre all'inaugurazione, prevista per la mattinata di domenica 18, ci sarà infatti anche una presentazione in anteprima durante la serata di sabato 17, con aperitivo etnico, presso la Villa Monetti; e, per concludere, sabato 24 ci sarà il finissage in Villa Aliverti con la "Serata del racconto".

Regine ed Eroine
– Protagoniste della mostra saranno proprio quelle figure femminili che hanno contribuito alla difficile crescita e allo sviluppo del continente africano, scontrandosi con tutte le difficoltà e gli ostacoli che nel corso della storia si sono opposti acuendone le condizioni di problematicità.
Un esempio è dato da Kahina, la Regina del Sudan. La sua figura ci è stata tramandata dalla tradizione berbera: il suo vero nome era Damya Tadmaithia, ma per via della sua grande carismaticità fu soprannominata

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Kahina, che significa "la profetessa".
Regnò sul Sudan a cavallo tra il VII e l'VIII secolo d.C. e si oppose strenuamente all'invasione degli Arabi. Infatti quando questi, intorno al 700 d.C., iniziarono ad avanzare contro il suo regno, lei si mise alla testa del suo popolo, riuscendo a respingere le truppe del califfo oltre i confini dell'Algeria. Lei personalmente era di religione ebraica, però era mossa da un forte spirito nazionalistico, per cui, in nome della libertà del suo regno e del suo popolo, non esitò a combattere anche contro ebrei o cristiani. Venne uccisa nel 708 per mano di Hassen-ben-Numam, e con la sua morte ebbe fine la resistenza organica e sistematica all'invasione araba.
Continuarono casi sporadici di ribellioni, che spesso sfociavano anche in dei suicidi: la resistenza alla diffusione dell'Islam nel Sud era infatti così grande che alcune spose dei re africani preferivano suicidarsi pur di evitare di cadere nelle mani dei berberi e degli arabi.
Perciò, soprattutto da parte delle donne la memoria di Kahina è ancora molto viva, tant'è che addirittura il suo è un nome femminile molto usato, soprattutto tra le emigrati dal Sudan odierno.

Un'eroina più recente fu Granny Nanny, conosciuta anche come la Regina Nanny: nata in Africa nel 1686, fu deportata da piccola in Giamaica come schiava. Qui in seguito diede vita ad un movimento di ribellione contro la schiavitù, e la sua opera fu così efficace da venire considerata dai colonialisti inglesi come una vera e propria spina nel fianco. Infatti riuscì ad organizzare e a dirigere numerosi gruppi di schiavi, cosicché dal 1728 al

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1734 Nanny ville si difese contro gli attacchi inglesi: ed i Marrons, gli schiavi, si dimostrarono molto più abili degli inglesi nei combattimenti tra le montagne pluviali, ottenendo numerose vittorie nelle varie battaglie che venivano ingaggiate. Usavano delle vere e proprie strateglie di lotta: ad esempio, si abbigliavano in modo da assomigliare a degli alberi e a dei cespugli, lasciando poi che qualcuno facesse da esca mostrandosi volontariamente ai soldati inglesi, e facendoli cadere nell'imboscata. Inoltre i soldati britannici, poco abituati alla vita della montagna e della foresta, sovente cadevano preda di malattie locali. Nanny aveva anche delle spie, alcune nelle piantagioni: in questo modo lei riusciva a conoscere in anticipo le mosse degli inglesi, predisponendo così delle contro-offensive prima ancora che questi potessero attaccare.

La mostra si interessa anche dei personaggi femminili di carattere mitologico che fanno parte della tradizione culturale e religiosa africana. Un esempio è dato da Oya, la "Dea Madre dell'Africa Occidentale". Adorata dagli Yoruba, è anche la dea dell'arcobaleno e della danza, e alcune volte si presenta nella forma di un toro. È Figlia unica della dea dell'acqua Yemanya, ed è responsabile della creazione del primo elemento, da cui l'universo è stato plasmato e ha preso l'esistenza. Personifica inoltre il fiume Niger, e ha un fratello, che è anche suo marito: il dio Sjango, al quale lei offrì il governo del tuono e dei fulmini. Una volta egli la vide al fiume mentre mutava in toro, e per fargli mantenere il segreto lei si unì a lui: però egli, mentre era ubriaco, rivelò il segreto ad altre donne. A causa di ciò rischiò la vendetta della dea e

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sfuggì alla morte molto faticosamente. Come la Dea Madre, Oya porta una doppia ascia sulla testa, attributo di Sjango, al quale sottrasse il segreto delle tempeste.
Con l'avvento della cristianità Oya fu convertita in una sorta di Santa. Durante il periodo della schiavitù, il suo culto fu trasportato nelle Americhe dove fu adorata come la dea dell'arcobaleno Olla a Cuba e a Porto Rico. A Cuba è anche comparata alla Vergine Maria. In Brasile è chiamata Yansa do Yansan, e fu resa anche qui santa con il nome di Barbara. Nel Voodoo Haitiano è conosciuta come Maman Brigette o Damballah.

Nella mostra si potranno dunque trovare foto, immagini e informazioni su questi personaggi, permettendo di ottenere una visione più approfondita e meno stereotipata del continente africano: obiettivo prioritario è infatti proprio quello di far conoscere la cultura e la storia d'Africa quale strumento di relazione tra i popoli, per superare ogni barriera in un alveo interculturale e di solidarietà.
A tal fine, L'Associazione "Solidarité Nord-Sud" lavora in partnariato con alcuni studiosi africani di lingua francese e, tra questi, il gruppo che ha portato alla ribalta le Regine ed Eroine d'Africa in altri paesi europei (il libro "Reines et Heroines d'Afrique" ed il magazine RHA-Magazine).
Tra l'altro, L'Associazione ha in cantiere anche una mostra sulla storia e cultura del Mali, con particolare riguardo al popolo Dogon. Essa infatti opera anche in Mali dove sostiene e realizza alcuni progetti di sviluppo sostenibile. Tra questi il progetto di formazione ed inserimento lavorativo rivolto a dieci ragazze-madri per la realizzazione di un atelier del pagne (cotone).
Il ricavato della vendita del libro "Regine ed Eroine d'Africa. Un percorso nella storia d'Africa attraverso le sue grandi Regine ed Eroine" andrà a sostegno di questo specifico progetto.

"Regine ed Eroine d'Africa
Un percorso nella storia d'Africa ttraverso le sue grandi regine ed eroine"
Dal 17 al 24 marzo 2012
Villa Fara Forni, a Fara Forni, 1, Vedano Olona
Orari: sabato e domenica, dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
Da lunedì a venerdì, dalle 15.00 alle 18.00 (Martedì 20 anche dalle 10.00 alle 12.00)
Ingresso Libero

Programma:
Serata di presentazione con aperitivo etnico
sabato 17 marzo, ore 19.00
Villa Monetti – Via 1° Maggio, 42, Vedano Olona

Vernissage: domenica 18 marzo, ore 11.00
Villa Fara Forni
Finissage: con la "Serata del racconto"

sabato 24 marzo, ore 21.00
Villa Aliverti, Piazzetta della Pace, Vedano Olona

Info: http://www.informavedano.net/Inform@Vedano.net info@informavedano.net