La pala d'altare del Nuvolone (part.)La pala d'altare del Nuvolone
(part.)

Occasione imperdibile – Ci sono l'impegno di esperti ricercatori e la consulenza di accorti restauratori per la più grande sorpresa dell'edizione 2009 del Palio delle Contrade. Nei giorni di festa (5 – 13 settembre), che coinvolgeranno l'intera castellanza di Masnago, la pala dell'altare maggiore della chiesa sussidiaria dedicata all'Immacolata, tornerà nella sua sede e sarà visibile al pubblico. L'autore del capolavoro d'arte è una fra le più luminose stelle del firmamento della pittura del Seicento: Carlo Francesco Nuvolone.
La storia del dipinto, che ha per soggetto iconografico l'Immacolata Concezione, ha radici profonde giacché viene menzionato per la prima volta in una visita pastorale del 1755: il documento riporta la notizia che l'autore fosse il "celebre" pittore milanese "Panfilo" (soprannome usato da Carlo Francesco e, prima di lui, dal padre).

Con lo stesso intento – Un risultato così importante, lo

Carlo Francesco Nuvolone, disegno di confronto (Bibl. AmbrosianaCarlo Francesco Nuvolone, disegno
di confronto (Bibl. Ambrosiana)

sappiamo bene, è raggiungibile solo con l'impegno professionale e il lavoro di molti. E se l'intervento di restauro è a cura del noto laboratorio di Piero Lotti, l'opera di lungimirante mecenatismo porta la firma di Bernardo Caprotti (Esselunga Spa) che, coinvolto dal parroco di Masnago, don Giorgio Maspero, ha risposto positivamente all'importante appello.
La curatela scientifica ed il coordinamento in vista della conservazione e della tutela del prezioso capolavoro spettano all'Arcidiocesi e alla Soprintendenza di Milano. In particolare, la dott.ssa Isabella Marelli della Soprintendenza sta approfondendo le ricerche e i confronti che getteranno nuova luce sul dipinto del Nuvolone. La Madonna ha il corpo e la testa leggermente inclinati, le mani giunte e schiaccia con i piedi il serpente insidioso. I capelli, lunghi e sciolti, sono trattenuti sul capo da una leggera corona circondata da stelle. E, in tema di confronti, alla preziosa tela di Masnago è stato avvicinato un disegno conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano che rappresenta un modello più volte utilizzato dai Nuvolone. Tra le effigi dipinte da Carlo Francesco, ricordiamo, inoltre, la piccola tavola nella Pinacoteca del Castello Sforzesco e l' "Immacolata con Federico Borromeo" custodita presso la Collegiata di Arona.

Specializzazione in atto – L'intervento di restauro sulla tela ha previsto la rimozione delle vernici ossidate, stese senza troppa parsimonia, in un passato intervento non proprio ortodosso. L'accurata pulitura della superficie è stata preceduta dal fissaggio della pellicola pittorica e degli strati preparatori. Un vero lavoro certosino di grande perizia. Come da manuale, alla reintegrazione a rigatino delle lacune e delle abrasioni di colore, ha fatto seguito il restauro della cornice. Tornando alle vicende storiche del dipinto, bisogna avvertire che ancora molte ed affascinanti sono le indagini da approfondire. L'edificio sacro intitolato all'Immacolata, venne costruito a partire dal 1726 per iniziativa del nobile Giovanni Battista Marliani e dei membri della Confraternita del Santissimo Sacramento di Masnago che, come sappiamo, elessero l'Immacolata quale protettrice della loro congregazione.

La chiesa dell'Immacolata (Masnago)La chiesa dell'Immacolata
(Masnago)

Conservazione programmata – Ma se il prezioso "contenuto" – la pala – è stato messo in salvo grazie al restauro, ora occorre pensare all'altrettanto importante "contenitore": la chiesa settecentesca. Così, da due anni è in corso un'indagine strutturale sull'edificio sacro a cura dell'Ing. Marazzi e sotto la direzione dell'arch. Matteo Zen. In accordo con la Curia e la Soprintendenza ai Beni Archeologici, inoltre, sono state eseguite indagini georadar all'interno e all'esterno del perimetro della chiesa, per scandagliare il sottosuolo e per accertare eventuali sepolture o strutture della preesistente chiesa romanica di san Pietro.
Per tutti questi nuovi interventi, occorre ancora il contributo della comunità e per questo il parroco don Giorgio Maspero desidera istituire un "comitato restauri" per il reperimento dei fondi necessari. Un'opera è stata restituita alla pubblica fruizione. Per un'altra si fanno ora necessarie la cura e l'attenzione di tutti.