Attorno ad una icona immortale e condivisa come il Bacio di Francesco Hayez (Venezia 1791 – Milano 1882), la mostra alle Galleria d'Italia di Piazza Scala rappresenta la più completa e aggiornata esposizione monografica dedicata al protagonista indiscusso sul palcoscenico della Milano Romantica.
Veneziano di nascita e di formazione, già famoso a 30 anni, prediletto di Canova, si stabilisce nella capitale del Regno Lombardo-Veneto, dove diviene, con Manzoni e Verdi, il principale interprete delle inquietudini del Risorgimento, contribuendo a costituire l'unità culturale del paese.
Le diverse sezioni della mostra evidenziano i mutamenti del clima culturale, storico e sociale di cui Hayez è stato testimone e interprete, dalla pittura storica al ritratto. Il testimone ideale dell'Italia che stava nascendo sotto i suoi occhi.

"Hayez è morto a 91 anni, ha attraversato praticamente un secolo di pittura – spiega il curatore Fernando Mazzocca – ha assistito a molti cambiamenti del gusto, senza mai cedere nell'impareggiabile stile, bensì affinando ispirazione e tecnica e cimentandosi nei più diversi generi, sempre con grande successo. Ancora oggi è attuale perché non è mai retorico, neanche nelle grandi tele di ispirazione storica, ma guarda al di là delle convenzioni e della moralità vittoriana del tempo". Il suo "era un linguaggio in cui l'Italia poteva riconoscersi" e lo fece, consacrandolo da subito il cantore della bellezza, dell'amore e dei valori risorgimentali, di sentimenti comunque universali, di cui la sua opera intera è indissolubilmente
intrisa".

Il percorso segue una successione cronologica, ritmata dalla presenza degli autoritratti dell'artista, in mondo da rievocare insieme la sua vicenda biografica e il percorso creativo, dagli anni della formazione tra Venezia e Roma, ancora nell'ambito del Neoclassicismo, sino all'affermazione, a Milano, come protagonista del movimento Romantico.

L'eccezionale sequenza di opere, tra cui capolavori più noti accanto ad altri presentati al pubblico per la prima volta, restituisce le esperienze di vita e d'arte di un autore in costante rinnovamento. Viene quindi confermata la grandezza del suo genio, tanto nella straordinaria padronanza dello stile e della tecnica – abile sia nella pittura a olio (anche su tavola) sia nell'affresco – quanto nella continua invenzione e rielaborazione dei temi iconografici prediletti.

Questa mostra rappresenta l'occasione per la riconsiderazione e la rivalutazione della cultura figurativa del Romanticismo, grazie all'approfondimento degli studi sul pittore e alla conoscenza di nuovi materiali. Si potranno infatti ammirare dipinti mai visti o non più esposti dall'Ottocento. Tra
questi, dieci lunette che facevano parte di un ciclo di affreschi realizzati nel 1819 per decorare l'ufficio della Borsa di Venezia, che si trovava allora al pianterreno del Palazzo Ducale.

In mostra non poteva mancare anche un "quadro varesino", la bellissima Tamar di Giuda, immagine-simbolo della collezione civica custodita al Castello di Masnago.

Impreziosita dal confronto con l'opera di due eccezionali scultori a lui contemporanei, Antonio Canova e Vincenzo Vela, la mostra offre dunque una serie ineguagliabile di capolavori, permettendoci di ammirare l'abilità tecnica del pittore.

Risultato? Una di quelle mostre destinate a fare storiografia, per accuratezza nella ricerca, per completezza nel percorso stilistico e anche per qualità di allestimenti e apparati.

HAYEZ
7 novembre 2015 – 21 febbraio 2016
Gallerie d'Italia, Piazza della Scala 6, Milano
Orari: chiuso lunedì; dal martedì alla domenica, ore 9.30 – 19.30, giovedì ore 9.30 – 22.30
numero verde 800167619; info@gallerieditalia.com; www.gallerieditalia.com
Biglietto
intero 10 euro, ridotto 8 euro, ridottissimo 5 euro.