Non necessita parafrasare il titolo del film di Comencini “Tutti a casa” per definire la contingenza dell’isolamento a cui siamo tenuti a causa del Coronavirus. La pellicola raccontava una invasione militare, di soldati mandati allo sbaraglio con suole di cartone, dal dittatore da balcone, nel gelo delle innevate pianure russe. L’attualità ci vede invasi da una entità la cui collocazione cinematografica rimanda alla fantascienza.

Insomma “Tutti a casa”, con la contro tesi scandita da un cartello esposto sulle vetrate dello storico Bar Jamaica nel cuore di Brera: “Non avevamo chiuso neanche in guerra”.
In quel luogo si incontrò, a partire dagli anni ’50, l’intellighenzia italiana e internazionale tra cui Hemingway, Allen Ginsberg, Ibrahim Kodra oltre a scrittori come Bianciardi,poeti quali Ungaretti, artisti del calibro di Manzoni e Fontana.

Tornando alla attuali condizioni,  ai semplici mortali viene riservata la quotidianità dell’isolamento, ma un artista come governa la sua vena creativa?

A tale proposito abbiamo raggiunto via Skype, nella sua casa – studio di Piacenza, William Xerra.

La domanda è scontata al punto da rendere induttiva alla risposta.

Sorridendo racconta del recupero di foto in bianco e nero scattate durante la sua performance a Matera nel 1979 quando quel luogo non era considerato meta turistica.

“Ho percorso le vie di Matera” prosegue ” accompagnato da una un gruppo di musici recuperati casualmente, tenendo tra le mani un vetro con al scritta “VIVE” inquadrando di volta in volta la trasparenza del paesaggio sino a che arrivato nella parte alta del paese lasciavo cadere a terra il vetro in modo che si frantumasse, a dire della provvisorietà dello sguardo e della fragilità della memoria visiva”. Gli originali delle foto saranno donati al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Matera”.

Oltre a questo ?

“La cantante jazz Anna Barbazza mi ha inviato il suo ultimo CD dove ho disegnato la copertina. Una visita importante è stata quella di un tecnico che ha rimesso in funzione il Flipper che avevo ideato con il poeta Corrado Costa esposto alla Biennale di Venezia nel 1993, la cui particolarità consiste nel fare apparire nelle caselle normalmente riservate al punteggio poemi minimali accompagnati da vaghe sonorità”.

Quindi ascolta musica ?

“Si, sto ascoltando gli amori della mia gioventù, Louis Armstrong e Ella Fitzgerald e non ti nascondo che ogni tanto mi viene un po’ di malinconia…superati gli ’80… anche se sono convinto che la malinconia può stimolare creativamente tanta  è la sua sottile profondità; inoltre si accavallano anche ricordi di persone conosciute con le quali ho percorso tratti della mia vita, tra tutti Il critico Pierre Restany (Xerra fu definito da Restany artista tra i più autorevoli della poesia visiva europea)”.

La lettura ?

“Attualmente ho in ballo due libri, Creazione e anarchia: l’opera nell’età della ragione capitalistica del filosofo Giorgio Agamben e la rilettura delle Confessioni di Sant’Agostino, testo che trovo attualissimo.

Inoltre mi sto dedicando all’analisi dell’opera La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca, è un dipinto che attraversa il tempo e tra le tante considerazioni in merito una emerge su tutte, mentre Cristo viene flagellato il potere manifesta tutta la sua indifferenza”.

Guarda la televisione ?

“Pochissimo, raramente trasmettono film d’autore e poi i film si devono vedere nelle sale cinematografiche e non in tv, mi interessa molto Geo, sono sempre affascinato dalle meraviglie della natura”.

Sta lavorando a qualche nuovo progetto ?

“Sto  componendo all’interno di scatole in plexiglass  una serie di lavori che intitolerò “Volti dell’impero”, dove tra i volti di condottieri e imperatori, inserirò uno specchio in modo che i visitatori si possano specchiare: un gioco ironico tra storia e attualità nel tentativo di azzerare il tempo”.

 

Mauro Bianchini