Suona come una presa di coscienza da parte del giovane protagonista della storia, il titolo dell’ultimo romanzo grafico di Silvia Vecchini, vincitrice del Premio Andersen come miglior scrittrice, e Antonio Vincenti in arte Sualzo, lavora in una casa famiglia, “Del buio non ho paura” (Il Castoro, pp.182, Euro 15,50).

Leo, quattordici anni da poco compiuti, trascorre i suoi giorni all’interno di una casa famiglia dove la vita è cadenzata da regole ben precise e le carenze affettive si vivono nel silenzio dell’intimità, lontane da moti di autocommiserazione: il padre in galera la mamma morta prematuramente.

Di conseguenza il suo impegno consiste nel dimenticare il passato, tracciando una linea netta tra il bene e il male, abbassando in tal modo l’asticella della diffidenza nei confronti di chi intende aiutarlo.

Per ammissione degli autori il testo ha richiesto più riscritture in più anni, e un notevole numero di schizzi e disegni.

Non sarà solo un gioco del destino il fatto che si chiami Stella la compagna di scuola di cui Leo è segretamente innamorato.

Sarà lei ad accompagnarlo, senza rischio di cadute nel mondo dei sentimenti.

Galeotto un compito da elaborare in comune dove i due dovranno scrivere una fiaba di loro invenzione.

Mauro Bianchini

“Del buio non ho paura” – Silvia Vecchini e Sualzo – Il Castoro, pp. 182, Euro 15,50