Per chiunque c’è una prima volta, persino per uno dei commissari più amati e conosciuti a livello globale.

Si deve alla prolifica penna di Georges Simenon il battesimo investigativo de “La prima inchiesta di Maigret” (Oscar Mondadori, pp. 190, Euro 3,50).
In una Parigi alle soglie della prima guerra mondiale, Maigret si muove con cautela nel ginepraio omertoso di una famiglia appartenente all’alta finanza cittadina.
Straordinario l’attacco quale magistrale lezione di scrittura letteraria e similmente
cinematografica.

Nel compiere la sua indagine, Maigret accompagna il lettore per le vie di Parigi, lungo la Senna, non trascurando caffetterie e bistrots. E’ il grido d’aiuto di una donna proveniente dall’ultimo piano di un palazzo signorile seguito da un colpo d’arma da fuoco a dare inizio alle indagini, ponendo di fronte il giovane commissario alla tracotanza di una classe sociale convinta di essere al di sopra di qualsivoglia forma di giudizio.

Georges Simenon (1965)

Minuzioso quanto cauto Maigret, forte di umana comprensione nei confronti degli ultimi che
verranno ingiustamente coinvolti nella faccenda, nel corso delle indagini si troverà la strada
sbarrata da più ingerenze messe in moto dai poteri forti.

Tassello su tassello riuscirà ad incasellare le varie parti del puzzle sino ad incastrare il colpevole di turno, e rincasando all’alba respirerà a pieni polmoni la brezza mattutina, costantemente tentato, ad ogni passo, dal delicato profumo dei croissants.

PROMEMORIA: I LIBRI SI ACQUISTANO IN LIBRERIA

George Simenon – “La prima indagine di Maigret” (Oscar Mondadori, pp. 190, Euro 3,50)

 

Mauro Bianchini