La mostra sul Morazzone si fa anche senza Sgarbi

Vittorio Sgarbi in Galleria GhigginiVittorio Sgarbi
in Galleria Ghiggini, 2007

Puntualizzazioni – La promozione della cultura a Varese e il ruolo dei Musei Civici nella città: un dibattito aperto che sembra non trovare tregua anche quando le carte in tavola sono favorevoli. L'amministrazione comunale si ritrova ancora a giocare al rilancio tirando fuori gli assi e i jolly conservati nella manica. Dopo lunga attesa il dirigente del Comune di Varese Andrea Campane, e l'intera equipe con cui lavora per il settore Cultura e Promozione del Territorio, ha potuto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. La notizia data nello scorso fine settimana (28-29 marzo) da alcune testate locali ha annunciato il ritorno a Varese del critico Vittorio Sgarbi, fissato per il 9 aprile ore 20.30 al Cinema Teatro Politeama, in occasione di una rassegna musicale. Una serata in cui è previsto un confronto tra Sgarbi e il sindaco Fontana in merito alle Grandi Mostre di Varese – in particolare per rivalutare l'idea di un'esposizione dedicata al Morazzone da tenere al Castello di Masnago nel 2010 e da abbinare, a detta del sindaco di Salemi, all'anniversario della morte di Caravaggio. La notizia e i commenti non sono passati inosservati ai vertici dell'Amministrazione che ci ha tenuto è subito a fare precisazioni in via ufficiale.

Andrea CampaneAndrea Campane

Già in programma – Per evitare sterili polemiche che spostino l'attenzione dalla attività intrapresa dopo anni di instabilità dal Castello di Masnago il Dirigente ha subito messo le mani avanti. "La mostra su Morazzone è nel programma del prossimo triennio redatto dal nuovo conservatore Daniele Cassinelli, in collaborazione con l'amministrazione. I piani sono già stati fatti" dice Campane, "evidentemente c'era stato un difetto di comunicazione e così è passata la solita critica che ci descrive come incapaci di programmare, ma sono in errore. La programmazione è stato il primo punto sul quale ha lavorato il nuovo conservatore. E' in carica dal primo dicembre, sono passati solo quattro mesi". In data 17 marzo 2009 una delibera della Giunta comunale di Varese ha approvato un calendario di esposizioni da tenersi presso il Castello di Masnago tra la fine del 2009 e il primo semestre del 2011, una programmazione quindi prestabilita in attesa di essere annunciata in una conferenza stampa.

Tutto già stabilito –
Nel documento agli atti risulta che tra febbraio e giugno del 2011 dovrebbe tenersi una mostra di Pier Francesco Mazzuchelli detto il Morazzone che riprende, in linea con l'esposizione di Mina Gregori del 1962, un ampio discorso sull'intera carriera dell'importante artista varesino del XVII secolo. Daniele Cassinelli, firmatario del documento ha previsto per ogni mostra temporanea i possibili curatori, ma il nome di Vittorio Sgarbi non compare. Elencati come possibili responsabili scientifici dellla mostra di Mazzuchelli: Alessandro Morandotti e Francesco Frangi, tra i più importanti storici dell'arte lombarda, insieme al curatore del catalogo generale di Morazzone, Jacopo Stoppa. Specifica Campane: "Non che Sgarbi sia da escludere a priori, se arriva con finanziamenti e un progetto scientifico valido si può valutare di anticipare i tempi e modificare le date, ma solo in quel caso".

Daniele CassinelliDaniele Cassinelli

Non servono profeti, ma collaborazione – Tutto ancora possibile quindi ma le linee direttive sono già tracciate e in maniera dettagliata. L'aspetto economico da valutare di volta in volta sarà una carta da non sottovalutare per i critici 'non nominati', ma competenti e interessati. "I curatori sono tutti definiti; ovviamento essendo un atto iniziale mancano ancora gli incarichi formali arriveranno a tempo debito" aggiunge Campane, che incalza: "Varese non ha bisogno di profeti e colonizzatori, ma di gente che ha voglia di rimboccarsi le maniche". Favorevoli o contrari al preannunciato intervento di Sgarbi poco conta, quello che si valuterà è la dimensione culturale ed economica del progetto che merita ancora il condizionale. "Adesso vogliamo dare un chiaro messaggio alla città, ribadire che i Musei non sono una cosa a parte e devono entrare in città e collaborare con le altre realtà presenti – conclude Campane – prime fra tutte Villa Panza che è il partner più nominato anche nel programma. Dobbiamo unire le forze".

Programmazione in pillole – Oltre a quelli già citati Cassinelli ha decisio di coinvolgere altri colleghi ed esperti dei diversi settori dell'arte studiando curatele ad hoc per ogni singolo evento. In programma mostre temporanee, previste in numero di due l'anno: una tra febbraio e giugno di maggiore rilevanza, una mostra/dossier di approfondimento e studio della collezione del museo, meno dispendiosa in inverno e il riallestimento museale che prevede ritinteggiature, guardaroba, illuminazione, bookshop e altri servizi per il pubblico. A questi si aggiunge l'integrazione e valorizzazione del patrimonio di proprietà del Museo a cui si sommano storiche e inedite donazioni come un ritratto di Vincenzo Vela e il prezioso Busto di Alessandro il Grande realizzato da Vincenzo Gemito. Il nuovo conservatore ha previsto un riallestimento tematico delle sale, il completamento della campagna catalografica (softwar SIRBeC), la pubblicazione di una guida e di un catalogo ragionato del Museo.
Per evitare di accorerre in altri fraintendimenti la mostra "L'Arte e il Sorriso" – Opere in mostra per l'Ospedale del Bambino di Varese che inaugura il 24 aprile sarà invece presentata la prossima settimana in una conferenza stampa già annunciata.