Milano – Si intitola Le Alchimiste ed è la nuova, imponente mostra di Anselm Kiefer, in apertura dal 7 febbraio a Palazzo Reale. Curata dalla storica dell’arte Gabriella Belli, l’esposizione dedicata a uno dei più influenti artisti contemporanei nasce da un progetto avviato nel 2023 e presenta oltre quaranta grandi teleri concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza della Sala delle Cariatidi, spazio simbolo delle ferite lasciate dal bombardamento del 1943.

Centrale è il legame con Milano, città in cui visse la giovinezza Caterina Sforza, scienziata e condottiera, autrice di un raro manoscritto che raccoglie oltre quattrocento ricette tra medicamenti, unguenti e formule alchemiche. Attorno a lei, Kiefer costruisce una costellazione di figure femminili – note e dimenticate – che attraversano i secoli ai margini della storia ufficiale: da Isabella Cortese e Maria la Giudea a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood.

Attraverso una pittura fortemente materica e stratificata, segnata dall’uso di piombo, cenere, terra, paglia e sedimenti organici, l’artista restituisce volti e corpi cancellati dalla memoria collettiva, riconoscendo alle alchimiste un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. Il riferimento all’alchimia, centrale nella poetica di Kiefer, diventa metafora di trasformazione, rigenerazione e conoscenza, in un continuo dialogo tra distruzione e rinascita.

Nato a Donaueschingen nel 1945, Anselm Kiefer cresce nella Germania del dopoguerra, segnato dal confronto con la memoria traumatica del Novecento. Fin dagli esordi, nei primi anni Settanta, la sua ricerca affronta i temi della colpa, del mito e della storia europea, mettendo in discussione i linguaggi tradizionali della pittura. Nel corso della sua carriera, esposta nei maggiori musei internazionali, Kiefer ha progressivamente ampliato il proprio vocabolario simbolico, intrecciando riferimenti letterari, filosofici e scientifici.

In questo percorso, il principio femminile assume un ruolo sempre più centrale come forza creativa e redentiva, oggi tradotta in un vero e proprio pantheon al femminile che intreccia mito, sapere e memoria. Accompagnata da un ricco catalogo, la mostra resterà aperta fino al 27 settembre. Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 19.30; giovedì fino alle 22.30.