Il Monte San GiorgioIl Monte San Giorgio

Gli attori in scena – I siti geologici insubrici si sono candidati all'European Geoparks Network e all'Unesco Global Network of Geoparks. Dar vita al Geoparco dell'Insubria, questo l'intento del progetto presentato la scorsa settimana a Meride, paese sul lago di Lugano a cui hanno preso parte i referenti dei luoghi interessati dal progetto: undici totali tra cui il Monte San Giorgio (CH). Si sente il desiderio di costruire tra Italia e Svizzera un ponte culturale che unisca enti, aree, patrimoni e siti di diverso interesse per promuoverli, valorizzarli e farli conoscere. Le fondamenta solide sono le caratteristiche condivise dal territorio di confine, per quanto riguarda il Monte San Giorgio, ma anche altre località rilevanti dal punto di vista culturale e ambientale. Clivio è il comune capofila che trova l'appoggio di Saltrio, Viggiù, Porto Ceresio e Besano. Una nuova opportunità per il turismo e una marcia in più verso il riconoscimento Unesco per il versante italiano del Monte San Giorgio.

Il parco del futuro museoIl parco del futuro museo

Le linee del progetto – La Regione Insubrica posta a cavallo tra Lombardia e Canton Ticino rappresenta un punto di riferimento per geologi e paleontologi che sin da tempi lontani ne hanno studiato la varietà di rocce e le diversità morfologiche. Basti pensare che più di cento campagne di scavo hanno interessato fin dal secolo scorso l'area del Monte diviso tra i due Paesi, motivate dall'eccezionale presenza di fauna e vertebrati risalenti al Triassico Medio (240-230 Ma). La scala del tempo racchiusa nelle rocce del monte deve essere portata alla conoscenza di tutti e non solo degli esperti del settore. "La candidatura a geoparchi, si va ad aggiungere al riconoscimento Unesco per la parte italiana del Monte San Giorgio – spiega Emanuele Belometti, sindaco di Clivio – per cui attendiamo un sopralluogo nel mese di settembre per verificare la possibilità di includere tale area nel patrimonio dell'umanità". Inoltre "il geoparco insubrico è una risorsa anche dal punto di vista turistico, entrare in un circuito aiuta a meglio valorizzare e a più facilmente far conoscere il nostro patrimonio", ricorda Belometti.

Nel tempo e nella storia – "PVC: proteggere, valorizzare, conservare. In queste direzioni muove il nostro lavoro", specifica Alberto Marchi architetto responsabili tecnico del progetto. A mettere la firma di garanzia sulla candidatura, Andrea Tintori, presidente della Società italiana di Paleontologia e direttore scientifico del sito transnazionale del San Giorgio.

L'edificio che ospiterà il museoL'edificio che ospiterà il museo

Qualcosa di grande – L'idea di entrare a far parte di una grande famiglia, non è solo rivolta al patrimonio naturale e culturale a cielo aperto, ma guarda anche ai beni conservati oggi nei musei e che troveranno una sede comune dove poterli ammirare e studiare nel migliore dei modi. Il comune di Clivio ce l'ha, spiega il primo cittadino: "C'è stato donato da un privato di Clivio uno stabile nel cuore del paese. Si sviluppa su tre piani, in cui verrà allestito il museo di scienze naturali legato al geoparco. Verranno adibiti alcuni spazi all'esposizione permanente, altri a conferenze e riunioni, altri attrezzati per studiosi e ricercatori interessati al patrimonio conservato, che potranno usufruire anche di una biblioteca specifica. Anche l'ubicazione è adatta, in quanto ci si trova proprio al centro della zona di interesse paleontologica facilmente raggiungibile dal museo stesso". L'ampio complesso è affiancato da un parco altrettanto grande che conserva preziosità dal punto di vista naturalistico, ulteriore motivo di studio da parte degli specialisti.

Tempi e modi – Oggi l'edificio è già utilizzato dall'associazione Culturale Astronomica e Scientifica M42, il Gruppo Insubrico di Ornitologia, il Gruppo Speleologico Prealpino e il Gruppo Naturalista della Valceresio. Lo stabile è già agibile, ma i lavori di sistemazione iniziano entro fine anno. "Iniziamo con l'istallazione sul tetto dei pannelli fotovoltaici", dichiara Belometti.
Un itinerario lungo 350 anni trova casa. Non solo un intreccio di interessi e di idee per valorizzarlo, ma anche un luogo per custodirlo, dove metterlo a disposizione di tutti: dai più esperti ai bambini.

www.geoinsubria.com