Chicco ColomboLo sfogo di Chicco Colombo – “Cinque nuove produzioni teatrali, diciannove comuni sulle sponde dei principali laghi coinvolti, ventiquattro giorni di spettacoli e la presenza costante di numerosi spettatori non solo bastati alle istituzioni varesine per credere nel nostro progetto!”. Chicco Colombo, anima del Festival Castelli di Lago, intervistato dal portale artevarese.com, non nasconde la sua amarezza e si scaglia contro il mondo della cultura varesina dove – a suo dire – a governare è la politica dei bandi e dei favoritismi verso l’una o l’altra iniziativa. “Io sono un vero leghista! – tuona Colombo – Io da anni con la mia arte cerco di riscoprire e valorizzare le nostre tradizioni, l’attaccamento alla terra che ci ha fatto nascere, io sono realmente innamorato della cultura popolare fatta di storie di uomini e di donne che vengono dal popolo. Per tutti questi motivi, ho deciso che quella appena conclusasi è stata l’ultima edizione del Festival: noi dell’ARTETRO non siamo stati capaci di creare un progetto stabile, non siamo riusciti a guadagnare il sostegno economico della Provincia di Varese e allora decidiamo di mettere il sigillo sull’iniziativa che, quest’anno, è riuscita ad arricchirsi di una settimana in più tra eventi e spettacoli. Oltre agli stanziamenti, seppur consistenti, arrivati da Regione Lombardia, da Fondazione Cariplo e dai Comuni toccati dagli spettacoli, dalle istituzioni varesine non abbiamo visto un euro e questo ci crea rammarico. Sentiamo che non credono nel nostro progetto, che non ammirano la nostra arte, le nostre ambizioni. Sarebbero bastati i soldi investiti per i fuochi d’artificio di Abbracciamo il Lago per dar man forte alle nostre idee!”, conclude così l’attore che annuncia anche la voglia – positivamente accolta dall’amministrazione comunale guidata da Fontana – di trovare una sede varesina al teatro di burattini che da anni porta in tutta Europa.

 

Ritornando al Festival – “Dal punto di vista artistico – continua Chicco Colombo – posso lodare le nuove cinque produzioni, in particolar modo quella di Betty Colombo che, come sempre, ha saputo coinvolgere il pubblico presente. Altro aspetto positivo è stata la valorizzazione del lavatoio di Cazzago Brabbia che da luogo degradato è diventato spazio adibito a cultura. Siamo soddisfatti perchè il nostro è stato un festival che ha risvegliato, in parte, i varesini da quel torpore creato da scelte politiche sbagliate in ambito culturale. Successo anche per i workshop tenuti dai professionisti”. Sarà dunque davvero l’ultima edizione di Castelli di Lago? Noi ci auguriamo di no!

 

 

Siamo soddisfatti sotto il lato artistico, ma sul versante organizzativo incassiamo una sonora sconfitta che ci impedisce di trovare la voglia e le motivazioni per organizzare l’edizione 2011 del Festival Castelli di Lago”. Così, Chicco Colombo spara zero sulle istituzioni che, a suo dire, non avrebbero creduto nel progetto e con rammarico decide di mettere un ultimo sigillo alla sua creatura artistica.