mons. Gianfranco Ravasimons. Gianfranco Ravasi

Come un fiume in piena – A rilanciare per primo il dialogo tra Chiesa e Arte fu, nel 1964, papa Paolo VI. La sua intuizione profetica venne accolta e proseguita da Giovanni Paolo II che nel 1999 scrisse la celebre "Lettera agli artisti" in occasione del Giubileo. Oggi a dieci anni di distanza, Benedetto XVI ha invitato i maggiori artisti contemporanei ad incontrarsi in Vaticano. Il principale artefice dell'incontro è stato monsignor Gianfranco Ravasi, per lunghi anni alla guida della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e oggi presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. Joseph Ratzinger, che è anche un po' artista perché scrive e suona il pianoforte, ha stupito gli oltre 300 artisti, fra pittori, registi e cantanti, radunati sotto la volta affrescata da Michelangelo.
 
Fratture e terre di frontiera – Molto spesso, l'arte

Crocefissione, ChagallCrocefissione, Chagall

contemporanea si presenta oggi come un'elaborazione di giochi formali, di artifici che costruiscono un'estetica "fredda", nel suo completo distacco dai problemi dell'uomo. Anche per questo motivo, l'occasione d'incontro è stata letta da molti come "tappa di un nuovo dialogo tra la Chiesa e l'Arte, dopo anni di silenzio e offuscamento" e ha visto al centro il discorso del Pontefice preoccupato della seduzione dalla bellezza quando intesa solo come "fuga nel mero estetismo". E intanto si va a grandi passi verso il prossimo appuntamento, il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia del 2011, annunciato dallo stesso Ravasi qualche tempo fa. Ecco che allora, anche alla luce di questo recente discorso rivolto agli artisti, nel quale il Papa ha citato Hermann Hesse: "Arte significa dentro ogni cosa mostrare Dio", si torna a parlare di rapporto con la creatività e con l'arte sacra contemporanea.

Confronto artistico e non solo – Ma venendo alle nostre zone che cosa possiamo dire? Nell'orizzonte meneghino spiccano il Premio Artivisive San Fedele Giovani Artisti e Premio Artivisive San Fedele Giovani Filmmaker. Il Centro Culturale milanese, sorto come libero ritrovo intellettuale nei primi anni '50 e diretto fino al '67 dal gesuita Arcangelo Favaro, si propone da anni di esaminare e di favorire con varie manifestazioni di carattere culturale ed artistico le correnti vive del pensiero contemporaneo cercando di porre in luce il loro contenuto spirituale. Nel documento programmatico del San Fedele si legge la volontà di "riallacciare, dopo lungo periodo di frattura, l'arte e la cultura alla Chiesa, riaprire il dialogo con la fede […] Per noi il cristianesimo è sempre un fatto di avanguardia, un messaggio inquietante destinato a disturbare le comode sistemazioni, a rompere costantemente equilibri troppo stabili, le situazioni stagnanti". La Galleria milanese nasce dunque come luogo di formazione dei giovani. Con questo spirito, il Premio San Fedele è stato ripristinato nel 2004 dall'attuale direttore, p. Andrea Dall'Asta, dopo la sua soppressione avvenuta nel 1968.

Museo Baroffio, sala di arte sacra contemporaneaMuseo Baroffio, sala di
arte sacra contemporanea

Come un faro isolato – Più di recente, e precisamente l'8 novembre a Brescia, alla presenza dello stesso Benedetto XVI, è stata aperta al pubblico la Collezione Paolo VI Arte Contemporanea, che fa capo all'Associazione Arte e Spiritualità, costituita nel 1987 per valorizzare il patrimonio di arte del XX secolo raccolto da Giovan Battista Montini negli anni del suo episcopato a Milano e poi del papato. La collezione bresciana è costituita da lasciti disposti prevalentemente da Pasquale Macchi, già segretario particolare di Paolo VI. Centinaia le opere di protagonisti del Novecento italiano ed internazionale, tra cui, solo per citarne qualcuno, Matisse, Chagall, Dalì, Hartung, Vedova, Hockney… E allora la mente corre subito alla sezione di arte sacra contemporanea del nostro Museo Baroffio che, isolato sulle vette sacromontine, brilla come un faro inesauribile, illuminando la direzione dell'arte sacra.

Partire dal basso – Ma il pensiero corre anche al progetto, purtroppo arenatosi, per una nuova sede della Fondazione Paolo VI e del lascito Macchi, presso il castello Manfredi di Varese. Proprio a margine di quel progetto, si parlò della possibilità di una Biennale d'arte sacra anche in quel di Varese, evidentemente da ancorare a quel tipo di collezione riunita e ispirata dall'intelligenza lungimirante e coraggiosa di Pasquale Macchi. Ma va ricordato anche il progetto dei 'Misteri della Luce' di cui ad oggi, sembra, nulla è dato sapere. E dire che, ipotizzare un appuntamento con l'arte sacra in territorio prealpino, almeno a livello teorico, non dovrebbe essere così arduo se solo pensiamo che, sul versante contemporaneo, si è sviluppata un'interessante "vena aurifera" che da Floriano Bodini porta, per sentieri stilistici e biografici differenti, fino ad Angelo Maineri. Ma certamente solo le suggestioni o i buoni propositi non sono sufficienti.