Varese – Villa e Collezione Panza ospita la mostra “Josef Albers: Meditations”, un percorso espositivo dedicato al maestro tedesco dell’astrazione che riunisce ventinove opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private europee e statunitensi.

L’esposizione, promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS in collaborazione con la Josef & Anni Albers Foundation, è curata da Nicholas Fox Weber, direttore esecutivo della Fondazione, su invito di Gabriella Belli, curatrice della programmazione scientifica di Villa Panza.

Il progetto mette in relazione il lavoro di Albers con l’identità della Villa e la storia della Collezione Panza di Biumo, pur in assenza dell’artista nella raccolta originaria. Le ricerche di Albers sul colore, la luce e la percezione sono infatti considerate un riferimento fondamentale per molte delle esperienze artistiche promosse da Giuseppe Panza.

La mostra si sviluppa nelle otto sale del primo piano della villa, affacciate sul parco, e propone un allestimento non cronologico ma immersivo e percettivo. Le opere sono disposte come un “esercizio del vedere”, in cui il visitatore è invitato a confrontarsi con variazioni cromatiche, assonanze e dissonanze visive. (Josef Albers, Orange Front, 1948-58.-Peggy Guggenheim Collection VeneziaVenice. Foto Michele Alberto Sereni 2026 ©-FAI).

Al centro del percorso si trovano due cicli fondamentali dell’artista: “Variant/Adobe” e “Homage to the Square”, che rappresentano l’esito più compiuto della sua ricerca sul colore e sulla percezione. Il primo nasce dalle esperienze di viaggio in America Latina e Messico, mentre il secondo, avviato nel 1950 e portato avanti fino alla morte dell’artista nel 1976, esplora sistematicamente le relazioni tra i colori attraverso la forma del quadrato.

Attraverso accostamenti calibrati e variazioni minime, Albers dimostra come la percezione cromatica muti in relazione ai colori circostanti, introducendo anche una tensione visiva che suggerisce un senso di movimento.

Il percorso espositivo conduce il visitatore attraverso ambienti progressivamente più intensi: dalle tonalità chiare e luminose fino ai grigi, ai bruni e ai neri più profondi. L’allestimento è pensato per generare effetti “meditativi”, in linea con la poetica dell’artista e con l’esperienza contemplativa che caratterizza Villa Panza.

Tra le opere in mostra figurano prestiti di rilievo internazionale, tra cui lavori provenienti dal Guggenheim di Venezia e dal Musée d’Art Moderne di Parigi, oltre a opere raramente esposte della Josef & Anni Albers Foundation. (Study to Homage to the Square Vernal 1957. Collezione Privata Collection. Foto di Michele Alberto Sereni 2026 © FAI).

La mostra, in calendario sino al 10 gennaio 2027, evidenzia inoltre l’influenza di Albers sugli artisti minimalisti e ambientali americani, da Dan Flavin a James Turrell e Robert Irwin, fino alle ricerche monocrome degli anni Ottanta.

Orari al pubblico: da martedì a domenica 10 – 18.