Lugano – La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati ospita, fino al 17 gennaio 2027, “Jannis Kounellis: Io sono un pittore”, progetto espositivo a cura di Vincenzo de Bellis.

L’esposizione assume per la prima volta in modo sistematico e programmatico la pittura come principale chiave interpretativa dell’opera di Kounellis (Il Pireo, 1936 – Roma, 2017), proponendo una prospettiva critica alternativa, più ampia e radicale, rispetto alla semplice ricezione dell’artista come uno dei protagonisti dell’Arte Povera, o come maestro dell’installazione e poeta della materia, come spesso è stato celebrato.

Filo conduttore della mostra è una frase semplice, spesso ripetuta dall’artista, “Io sono un pittore”: non la rivendicazione di una tecnica o di un formato, ma la dichiarazione di una postura nei confronti del reale.

“Il termine greco ζωγράφος (zogràphos) – pittore: colui che ‘scrive la vita’ – ha orientato l’intero progetto curatoriale. Kounellis ha dipinto sulla tela nel senso convenzionale solo per pochi anni della sua traiettoria artistica, ma poi per tutta la sua vita ha dipinto con il ferro, con il carbone, con il fuoco, con i sacchi di juta e il profumo del caffè. Ha dipinto con lo spazio, con il silenzio, con la memoria di una civiltà mediterranea che sentiva minacciata. Eppure, nessuna mostra aveva ancora assunto la pittura come lente interpretativa principale del suo lavoro”, spiega Vincenzo de Bellis.

La mostra alla Collezione Olgiati riunisce oltre 35 opere databili dalla fine degli anni Cinquanta al 2014, inclusi alcuni lavori raramente esposti o inediti, come ad esempio Senza titolo (Omaggio a Van Gogh) del 1991 e La Rosa nera, su carta con fondo spray argentato, del 1966, presentata qui per la prima volta.

La narrazione non segue un ordine cronologico, ma è costruita per temi – La pittura come linguaggio, La pittura come materia e peso, La pittura come memoria e silenzio, La pittura come scena e icona. Nella mostra ricorre, inoltre, un rapporto con la pittura profondamente relazionale, nutrito da conversazioni visive con i grandi maestri della storia dell’arte: da Van Gogh a Malevič, da Mondrian a James Ensor fino a Hans Arp, in una dichiarata appartenenza a una tradizione che Kounellis non voleva abbandonare, ma continuare a trasformare. Attraverso le diverse sezioni tematiche, che abbracciano l’intero arco della carriera dell’artista, emerge così come le sue ossessioni non si siano mai chiuse in un periodo stilistico, ma abbiano continuato a risuonare e a interrogarci.

L’esposizione si apre con La pittura come linguaggio, dove lettere, numeri, segni e fiori diventano gli elementi di un vero e proprio vocabolario visivo. Anche la rosa può così trasformarsi in un ideogramma, come nella celebre serie delle Rose.

In La pittura come materia e peso, ferro, carbone, lana e fumo sostituiscono i tradizionali strumenti della pittura. Il mondo non viene rappresentato, ma entra nell’opera con il proprio peso, la propria consistenza e la propria fisicità.

La pittura come memoria e silenzio si apre in un corridoio di dodici metri, lungo il quale si dispiega Senza titolo (Omaggio a Van Gogh) del 1991, uno dei lavori più potenti della mostra. Il tema della memoria e dello spostamento ritorna anche nel Cappotto: un indumento, un cappello e un paio di scarpe diventano tracce di un’assenza, quasi un autoritratto (Senza titolo, 2007).

Nell’ultima sezione, La pittura come scena e icona, lo spazio espositivo si trasforma in un palco sospeso e le opere si presentano non come quadri da guardare, ma come presenze che interrogano. È una pittura che esce dalla superficie e coinvolge il corpo intero di chi osserva.

In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo bilingue (italiano-inglese), edito da Mousse Publishing, con un’introduzione di Giancarlo e Danna Olgiati, il saggio storico-critico-scientifico di Vincenzo de Bellis e un saggio di Bruno Corà. Il volume è corredato anche da apparati bio-bibliografici e dalle schede delle opere.

L’esposizione prosegue sino al 17 gennaio 2027. Orari al pubblico da giovedì a domenica dalle 11 alle 18.