Milano – A dieci anni dalla sua fondazione, il Movimento Arte Etica celebra il proprio percorso con “La misura dell’UNO”, mostra collettiva allestita negli spazi della Fabbrica del Vapore. Curata da Sandro Orlandi Stagl, l’esposizione propone una riflessione sul rapporto tra etica ed estetica e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.
Il progetto nasce da un interrogativo centrale: può l’arte produrre senso senza confrontarsi con le proprie implicazioni etiche? A partire da questa domanda, la mostra costruisce un percorso che mette in dialogo linguaggi, esperienze e sensibilità differenti, accomunati dalla ricerca di un equilibrio tra libertà espressiva e responsabilità.
Il titolo richiama la tensione tra molteplicità e unità, tra la varietà delle voci presenti e il tentativo di ricondurre la complessità del presente a una possibile sintesi. In esposizione opere pittoriche, disegni, fotografie, video, lavori sonori, installazioni e sculture che affrontano temi di particolare attualità come ambiente, energia, giustizia sociale, identità, memoria e tutela della cultura.
Partecipano alla collettiva: Afran, Gino Alberti, Marco Bertìn, Angelo Bonello, Carlo Bonfà, Julia Bornefeld, Francesco Carofiglio, Luigi Dellatorre, Massimo Donà, Gianfranco Gentile, Marco Gradi, Franco Mazzucchelli, Matteo Mezzadri, Jorge R. Pombo, Antonio Riello, Alberto Salvetti e Alessandro Zannier, artisti appartenenti a generazioni e percorsi differenti ma uniti dall’attenzione ai temi etici e civili.
Uno degli aspetti più originali del progetto riguarda le modalità di fruizione. Il pubblico può infatti scegliere un percorso tradizionale, accompagnato da didascalie e contenuti digitali accessibili tramite QR code, oppure lasciarsi guidare da un’esperienza narrativa immersiva ideata e scritta da Alessandra Pacilli e interpretata da doppiatori professionisti.
Cinque voci narranti, corrispondenti ad altrettante figure retoriche, accompagnano i visitatori in un itinerario aperto e non lineare, costruito attraverso suggestioni, metafore e rimandi alle opere esposte. Un approccio che non sostituisce il rapporto diretto con i lavori, ma ne amplia le possibilità interpretative, lasciando ciascuno libero di costruire il proprio dialogo con l’esposizione.
Alla base del progetto vi è la riflessione proposta dal curatore Sandro Orlandi Stagl, secondo cui la bellezza non può essere considerata neutrale, ma implica sempre una visione del mondo e una presa di posizione. In questa prospettiva, “La misura dell’UNO” propone l’arte come spazio di consapevolezza, responsabilità e partecipazione, capace di ricomporre il rapporto tra esperienza estetica e impegno civile.
La mostra è visitabile allo Spazio Messina (primo piano), fino al 13 settembre. Apertura al pubblico: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 11 alle 19.









