Rancate – La Pinacoteca cantonale Giovanni Züst inaugura il 22 marzo la nuova stagione espositiva con “Arte dal XIV al XIX secolo nelle collezioni pubbliche ticinesi. Uno sguardo d’insieme”, mostra dedicata all’arte antica conservata nelle collezioni pubbliche ticinesi, proponendo un’ampia ricognizione che attraversa un arco temporale dal tardo Medioevo alla seconda metà dell’Ottocento.
Il progetto nasce con l’intento di superare i confini della collezione permanente, riunendo in un unico percorso espositivo opere provenienti da numerose istituzioni del territorio, tra cui il Museo d’arte della Svizzera italiana, il Museo Vela e il Museo di Villa dei Cedri, oltre ad archivi, musei locali ed edifici ecclesiastici. Un patrimonio solitamente frammentato e non sempre accessibile viene così restituito a una visione unitaria.
L’allestimento, articolato secondo un impianto cronologico integrato da nuclei tematici, consente di mettere in dialogo dipinti e sculture e di ricostruire, per linee essenziali, la storia dell’arte ticinese, evidenziandone protagonisti e snodi. Una vicenda profondamente segnata sia dalla mobilità delle maestranze artistiche sia dallo stretto legame con l’area lombarda e più in generale italiana.
Accanto agli artisti ticinesi, il percorso include opere di maestri come Bernardino Luini, Domenico Fetti e Angelika Kauffmann, delineando un panorama articolato che riflette anche le scelte collezionistiche e gli orientamenti storiografici sviluppatisi dalla seconda metà dell’Ottocento.
Tra i nuclei di maggiore rilievo figurano i capolavori dei protagonisti della pittura seicentesca ticinese, Giovanni Serodine e Pier Francesco Mola, accanto a opere di Giuseppe Antonio Petrini, cui la Pinacoteca dedicherà in autunno una grande retrospettiva.
Elemento di particolare interesse è la presentazione, per la prima volta, di un dipinto del Maestro della tela jeans, recentemente entrato in collezione grazie alla Fondazione Dr. Joseph Scholz. L’opera, Madre mendicante con due bambini, si inserisce nel filone della pittura della realtà, offrendo uno sguardo diretto sulle classi sociali più umili e sulla quotidianità del Seicento europeo.
A quasi cinquant’anni dalla storica rassegna “Presenze d’arte in Ticino” del 1979, il progetto si configura non solo come un’importante operazione espositiva, ma anche come occasione di riflessione sulla gestione e sulla valorizzazione condivisa del patrimonio, anche in vista dei futuri interventi di ampliamento della Pinacoteca.
La mostra rimarrà in calendario sino al 23 agosto e sarà visitabile nei seguenti giorni e orari: martedì-venerdì 10-12/14-17; sabato, domenica e festivi 10-12, 14-18 Inaugurazione: 21 marzo, alle 17.









