gallarate 1Gallarate, la basilica e il campanile

Fra passato e presente. Poche le grandi modifiche, anzi una sola, ovvero l'apertura di Corso Italia, proprio accanto alla basilica. Perché Gallarate fu una città di una certa importanza nel medioevo, che prese il posto di Castelseprio come capoluogo del contado del Seprio, favorita dalla posizione geografica e dal passaggio di strade addirittura risalenti all'epoca romana, come la Milano-Lago Maggiore e la Como-Novara.

La toponomastica.
Scoprire il passato della città è difficile, ma oltre ai documenti d'archivio e alle notizie degli scavi archeologici una fonte utile è la toponomastica, la disciplina cioè che si occupa dei nomi di vie e località. Ad esempio la centralissima Via Postcastello tradisce la presenza, in epoca medievale, di un castello, poi demolito. Così come i nomi delle porte – perché esistevano ben sette porte di accesso alla città – forniscono interessanti informazioni. Porta di fara potrebbe riferirsi ad un abitato di epoca longobarda, i Longobardi erano organizzati proprio in fare, ossia clan famigliari, mentre Porta di Capo Vico potrebbe addirittura indicare il più antico insediamento, vicus, di epoca

gallarate 2Gallarate, l'antica chiesa di San Pietro

romana.

Inizio itinerario.
L'avvio della passeggiata storica per Gallarate può avere inizio da Piazza S.Lorenzo, dove ora si trova la Biblioteca Civica della città. In realtà, in passato, qui sorgeva la chiesa dedicata a S.Lorenzo e nella piazza antistante si eseguivano pubblicamente le condanne a morte. Esisteva un cimitero, dove ora si innalzano imponenti condomini, ai bordi della piazza, destinato proprio ad accogliere i corpi dei condannati. Inoltre, in Piazza S.Lorenzo, si apriva Porta Milano, da cui partiva la strada, l'attuale via Milano, che porta nel capoluogo lombardo.

Verso il centro storico.
Dalla Piazza si può procedere in Via Cavour, per giungere nel cuore della città. Lungo questa strada una prima tappa è il Broletto, oggi sede degli Uffici Comunali, in passato chiostro del monastero annesso alla chiesa di S.Michele, oggi non più esistente. L'edificio religioso, fatto costruire dai monaci Umiliati nel XIII secolo, si segnalava per la produzione del gelso ed era centro di un importante mercato del sabato. Passata poi alle monache, la chiesa fu sconsacrata a fine Settecento, all'arrivo di Napoleone, che la trasformò nella propria sede diplomatica.

La casa del Fajetto.
Procedendo oltre Via Cavour, ecco Corso Italia, larga via di transito, aperta nel 1936 a lato della basilica. La sua apertura portò alla demolizione di un edificio storico della città, la cosiddetta casa del Fajetto. Fajetto è una corruzione da fagetum, bosco di faggi: un altro indizio toponomastico che lascia supporre la presenza in antico di una zona boschiva. La Casa del Fajetto era l'abitazione del governatore di Gallarate, che, come si è detto divenne capoluogo del contado del Seprio nel XIII secolo e nel corso del XVI divenne un feudo, ovvero una proprietà privata, concessa dall'imperatore Carlo V ad un suo "compagno" di ventura militare, Jacopo Annibale de Altemps. Ai più non può sfuggire che ancora oggi sulla via esiste una Casa del Fajetto, ma si tratta di una ricostruzione fedele di quella antica, compiuta dopo la distruzione dell'originale.

Basilica e campanile.
Continuando verso Piazza Libertà, lo spazio è dominato dalla basilica e dal campanile. Molto antica è la storia della basilica, sebbene il suo aspetto sia recente, di fine Ottocento. Infatti il primo edificio risale addirittura all'epoca altomedievale, ma poi

gallarate 3Piazza Gallarate a fine Ottocento

subì numerose modifiche. Si suppone addirittura, data la vicinanza a Via Postcastello, che in origine fosse la cappella privata del castellano inserita nel castello, che poi via via si ingrandì aprendosi alla popolazione di Gallarate, sempre più numerosa. Risale al Trecento il campanile decorato da archetti, ma soprattutto caratterizzato dalla presenza di una iscrizione romana, pertinente ad un edificio funerario, reimpiegata: nel Medioevo tutto diveniva materiale edilizio!

San Pietro. Poco più avanti, una piccola isola di Romanico, ovvero la chiesetta di S.Pietro, monumento nazionale. Un gioiello dell'architettura, impreziosito da capitelli in pietra figurati. Una chiesa dalla storia affascinante: basti pensare che nel corso del XVI secolo ospitava al suo interno due botteghe, una falegnameria e una macelleria, una commistione sacro profano che tanto sdegnò il Cardinal Borromeo, al punto da obbligare i Gallaratesi a restituire all'edificio una sua dignità. Ma non solo, alla chiesa nei secoli vennero addossati edifici di ogni genere, ad uso privato, che vennero demoliti a inizio Novecento.

Piazza Garibaldi e Risorgimento.
Ultime tappe della gita per Gallarate, le due piazze Garibaldi e Risorgimento, oggi divenute un posteggio, la prima, e uno snodo del traffico, la seconda. Guardando le foto di fine Ottocento si scopre invece che Piazza Garibaldi era in passato la sede del mercato locale, famoso in tutto il circondario. Piazza Risorgimento ospitava a sua volta un mercato del bestiame e un delizioso giardino pubblico.
Il traffico di Piazza Risorgimento riporta il viaggiatore alla realtà moderna, alla Gallarate di oggi, frenetica e di corsa. In qualche foto ingiallita e in qualche documento d'archivio però si conservano tracce di storia passata.