Milano –Out of Place. Arte e storie dai campi rifugiati nel mondo” è la mostra ospitata alla Fondazione Luigi Rovati di viale Venezia.

La mostra nasce da una ricerca condotta tra il 2022 e il 2024 all’interno di diciotto tra i più grandi campi profughi del pianeta e in altre aree interessate da fenomeni migratori. Il risultato è una raccolta di 284 opere realizzate da 264 artisti che vivono o hanno vissuto l’esperienza dello sfollamento forzato. Accanto ai lavori, eseguiti nel formato 10×12 centimetri che caratterizza la Imago Mundi Collection, trovano spazio le testimonianze personali degli autori, trasformando il percorso espositivo in una riflessione corale sulla più complessa crisi globale dei rifugiati della storia contemporanea.

Il titolo riprende l’espressione “Out of Place”, utilizzata dallo scrittore palestinese Edward Said per descrivere la condizione di chi vive lontano dalla propria terra. Proprio da questa idea prende forma un progetto che intende offrire agli artisti rifugiati uno spazio di espressione e autorappresentazione, restituendo visibilità a storie spesso relegate ai margini del dibattito pubblico.

La geografia della mostra attraversa diversi continenti. Dai campi di Kutupalong in Bangladesh, Dadaab e Kakuma in Kenya, Nakivale e Bidibidi in Uganda, fino agli insediamenti del Rwanda, del Malawi e dell’Algeria. Ampio spazio è dedicato anche al Medio Oriente, con testimonianze provenienti dal campo siriano di Za’atari e da numerosi campi palestinesi in Giordania. A queste si aggiungono le opere di artisti afghani, curdi e yazidi, oltre ai racconti delle migrazioni che interessano l’Europa attraverso l’Ucraina e le rotte del Mediterraneo e quelle che attraversano l’America centrale e meridionale verso il confine tra Messico e Stati Uniti.

L’esposizione assume un significato particolare nel 75° anniversario della Convenzione di Ginevra sullo Statuto dei Rifugiati, il principale strumento internazionale per la tutela di chi è costretto a lasciare il proprio Paese per sfuggire a guerre, persecuzioni e violenze. Oggi, secondo i dati richiamati dal progetto, sono circa 117 milioni le persone costrette alla fuga e oltre 8 milioni vivono nei campi profughi.

Oltre alla mostra, il programma comprende visite guidate gratuite ogni sabato e una raccolta fondi a favore dell’UNHCR attraverso la vendita di borse e pochette realizzate da donne ugandesi. Un’iniziativa che conferma la volontà di utilizzare l’arte non solo come strumento di testimonianza, ma anche come occasione concreta di inclusione e partecipazione sociale.

L’esposizione è aperta al pubblico sino al 19 luglio, da mercoledì a domenica 10-19. Il progetto espositivo di Imago Mundi è realizzato in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati con il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).