{"id":52053,"date":"2019-08-13T10:00:25","date_gmt":"2019-08-13T08:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.artevarese.com\/?p=52053"},"modified":"2019-08-06T18:58:37","modified_gmt":"2019-08-06T16:58:37","slug":"guardami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.artevarese.com\/guardami\/","title":{"rendered":"Guardami"},"content":{"rendered":"

Bergamo – Oltre duecentocinquanta scatti raccontano il fotografo Pepi Merisio nella mostra “Guardami”, allestita al museo Sestini,nel Convento di San Francesco in Citt\u00e0 Alta.
\nDelle fotografie esposte nei nuovi spazi aperti per l’occasione, circa 50 sono a colori e una quarantina stampate \u00abvintage\u00bb, non mancano il bianco e nero e il grande formato (100×140 centimetri) tutte selezionate personalmente da Merisio con il figlio Luca, curatore della mostra. Il \"\"percorso si snoda attraverso cinque sezioni tematiche dedicate a: \u00abLa Famiglia\u00bb, \u00abIl lavoro\u00bb, \u00abLa vita\u00bb, \u00abEx Oriente\u00bb e \u00abStella Matutina\u00bb.
\nImmagine dopo immagine prende vita la storia di Pepi Merisio, un’intensa carriera di professionista arricchita dalla ricerca pi\u00f9 intima e personale. In mostra si possono ammirare scatti di tutta Italia e del mondo, raccontato attraverso i viaggi con il Papa Paolo VI del quale \u00e8 stato fotografo
\nLa mostra al museo della fotografia Sestini (piazza Mercato del Fieno)sar\u00e0 aperta al pubblico fino al 1 settembre con i seguenti orari: da marted\u00ec a venerd\u00ec 9,30-13 e 14,30-18, sabato e festivi 9,30-19; chiuso il luned\u00ec).<\/p>\n

\"\"L’autore
\nPepi Merisio \u00e8 nato a Caravaggio nel 1931 e comincia a fotografare da autodidatta nel 1947. Protagonista del mondo amatoriale degli anni Cinquanta, ottiene numerosi e prestigiosi riconoscimenti in Italia ed all\u2019estero. Nel 1956 inizia la collaborazione con il Touring Club Italiano e con numerose riviste come: Camera, Du, R\u00e9alit\u00e9, Photo Maxima, Pirelli, Look, Famiglia Cristiana, Stern e Paris – Mach. Nel 1962 passa al professionismo e l\u2019anno seguente entra nello staff di Epoca.
\nLa poetica di Merisio prende forma nella tradizione contadina e popolare della provincia italiana, e nel variegato mondo cattolico. Tra le diverse e numerose tappe che hanno segnato il percorso artistico e professionale di Merisio si ricordano, nel 1964 la pubblicazione su Epoca del suo servizio Una giornata col Papa che avvia un lungo lavoro con Paolo VI. Dello stesso anno \u00e8 il suo primo libro dedicato all\u2019amico scultore Floriano Bodini. Ha pubblicato oltre un centinaio di libri fotografici con editori diversi tra i quali Atlantis, B\u00e4r Verlag, Conzett e Huber, Orell F\u00fcssli, Zanichelli, Electa, Silvana, Bolis, M. D\u2019Auria, Editalia, Pubbliepi, Monte dei Paschi, Grafica e Arte, Lyasis e l\u2019ECRA di Roma. Nel 1972 la Rai gli dedica una puntata della trasmissione Occhio come mestiere, curato da Piero Berengo Gardin.
\nParticolarmente significative sono le numerose opere di documentazione etno-geografica e d\u2019arte, le personali allestite in Italia e all\u2019estero. Da ricordare le mostre alla Helmaus di Zurigo per i 50 anni di Atlantis (1980); 158 fotografie al Teatro Sociale di Bergamo (1985) e a Palazzo Barberini in Roma (1986); Il Duomo guarda Milano all\u2019Arengario (1986); La Valtellina alla Fiera di Milano (1988); Meeting di Rimini (2007).
\nNel 2007 la FIAF gli dedica il volume \u201cGrandi autori\u201d.
\nIl Ministero degli Affari Esteri lo incarica per l’allestimento della mostra fotografica \u201cPiazze d\u2019Italia\u201d, per le principali capitali europee. Partecipa, su invito, alla 54\u00aa Biennale di Venezia.<\/p>\n

La Redazione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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