{"id":43356,"date":"2018-02-23T13:30:33","date_gmt":"2018-02-23T12:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.artevarese.com\/?p=43356"},"modified":"2018-02-23T17:58:54","modified_gmt":"2018-02-23T16:58:54","slug":"larte-unita-alla-scienza-guardare-al-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.artevarese.com\/larte-unita-alla-scienza-guardare-al-futuro\/","title":{"rendered":"L\u2019Arte incontra la Scienza per guardare al futuro"},"content":{"rendered":"

Gli \u2018Art Spaces\u2019 sono gli \u2018spazi dove l\u2019arte prende vita\u2019<\/strong>: un progetto itinerante nato a Ispra nell\u2019autunno del 2017 – e ora allestito presso il Castello di Masnago – per informare il pubblico dei lavori di disattivazione degli impianti nucleari<\/strong> in corso sul sito del Joint Research Centre (JRC)<\/a> della Commissione Europea<\/strong>.
\nIl nome \u2018Art Spaces\u2019 nasce proprio dalla volont\u00e0 di rendere i cittadini consapevoli degli spazi fisici di quello che sar\u00e0 l\u2019ISF – Interim Storage Facility\/Deposito Temporaneo dei rifiuti radioattivi<\/strong> \u2013 attraverso il linguaggio dell\u2019Arte.<\/p>\n

\"\"<\/p>\n

\u201cVolevamo che fosse qualcosa di innovativo, diverso dal classico dibattito pubblico – spiega Paolo Peerani, responsabile del programma di disattivazione del JRC<\/strong>. \u2013 E\u2019 nata cos\u00ec l’idea di unire l’Arte alla Scienza<\/strong>, di dare vita a un evento che potesse attirare l\u2019interesse del pubblico sugli impianti. Il primo allestimento di \u2018Art Spaces\u2019 \u00e8 stato realizzato a Ispra, proprio all’interno del deposito che ospiter\u00e0 i rifiuti radioattivi, ovvero l’habitat naturale dei fusti.
\nQuegli stessi fusti che sono alla base dell\u2019evento artistico, dopo essere stati affidati a 52 artisti perch\u00e9 li elaborassero in modo personale<\/strong>\u201d.<\/p>\n

Fino al prossimo 18 marzo<\/strong> l\u2019Arte, ancora una volta, guider\u00e0 alla conoscenza negli spazi del Civico Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Varese<\/strong>: il Castello di Masnago. Nelle sale, grazie alle installazioni e alle descrizioni delle opere scritte dagli autori stessi, prende vita un ricco connubio di consapevolezza,\u00a0 percezione personale, realt\u00e0 dei fatti e valenza sociale.<\/p>\n

Il punto di partenza sono proprio i dati presentati dall\u2019ingegner Peerani rispetto al tema del nucleare, declinato vicino a noi. \u201cL\u2019ISF (Deposito Temporaneo di rifiuti radioattivi)<\/strong> – afferma – \u00e8 stato costruito negli ultimi anni ed \u00e8 dimensionato per ospitare tutti i rifiuti del sito di Ispra: sia quelli prodotti negli ultimi sessant’anni dalle varie attivit\u00e0 di ricerca, sia quelli che produrremo nei prossimi vent’anni nello smantellamento degli impianti stessi. Il nuovo impianto di stoccaggio ha una funzione \u2018temporanea\u2019, in attesa che sia disponibile quello che sar\u00e0 il sito di smaltimento definitivo: un deposito nazionale che accoglier\u00e0 tutti i rifiuti radioattivi e di cui non si conosce ancora l\u2019ubicazione”.
\n“Il nostro obiettivo \u00e8 quello di raggiungere una situazione di sicurezza sempre maggiore<\/strong> e, per il sistema nazionale, sar\u00e0 certamente pi\u00f9 sicuro concentrare questi rifiuti in un unico luogo, gestito secondo regole precise, piuttosto che averli sparsi in punti diversi sul territorio\u201d.<\/p>\n

\"\"<\/p>\n

Ecco allora il sottotitolo della mostra, che \u00e8 anche un preciso obiettivo: \u2018La disattivazione nucleare, la scienza al servizio delle generazioni future<\/strong>\u2019. Peerani afferma con determinazione: \u201cPrendersi cura e carico dei retaggi delle attivit\u00e0 nucleari, bonificare i luoghi, gestire in maniera consapevole e appropriata dei rifiuti radioattivi \u00e8 un’attivit\u00e0 che noi facciamo proprio per il futuro, per le generazioni future. Per non lasciare un’eredit\u00e0 negativa\u201d.<\/p>\n

\u201cA Masnago abbiamo cercato di compensare la riduzione del materiale espositivo con alcune conferenze che affrontano diversi temi del nucleare a livello molto divulgativo \u2013 prosegue Peerani. – Ci sono delle vetrinette che mostrano oggetti d\u2019uso comune che contengono radiazioni, come alimenti, giocattoli o supellettili. Li usiamo nel quotidiano senza correre alcun rischio! Vogliamo smitizzare la paura della radioattivit\u00e0<\/strong> perch\u00e9, bench\u00e9 sembri una cosa strana e aliena, esiste nella natura. Ci conviviamo da sempre\u201d.<\/p>\n

Nasce da quest\u2019intento l\u2019idea di rendere i fusti \u2013 spazi destinati a contenere delle scorie \u2013 uno spunto artistico ricco di significati<\/strong>.<\/p>\n

Antonio Bandirali del Comitato Culturale del JRC<\/strong>, artista egli stesso e ideatore dell’evento, spiega infatti di essersi ispirato all\u2019avventura artistica del Gruppo Zero<\/strong>, un movimento nato in Germania alla fine degli anni Cinquanta del Novecento e poi diffusosi in tutto il mondo, che in Italia ha avuto tra i suoi portavoce Lucio Fontana e Piero Manzoni<\/strong>. \u201cChi aderiva al movimento \u2013 aggiunge Bandirali – abbandonava i dogmi della pittura per cercare una nuova libert\u00e0 creativa, a partire dall\u2019utilizzo di materiali nati per altri scopi. Dicevano: \u2018non ci sono solo la pittura, la scultura, la grafica. Proviamo a usare cose attuali per farle diventare opere d’arte\u2019. Anche noi abbiamo aderito a questa idea a partire dai fusti utilizzati per contenere il materiale di risulta degli impianti nucleari<\/strong>. Per lo stoccaggio”.
\n“Il JRC di Ispra doveva far conoscere il nuovo edificio<\/strong> costruito per depositare le scorie nucleari. Il modo migliore era sicuramente fare entrare il pubblico perch\u00e9 si scoprisse questi spazi e, in parallelo, creare un evento artistico<\/strong> con una cinquantina di artisti. Tutti hanno aderito con grande entusiasmo”.<\/p>\n

“Ciascuno ha interpretato il fusto secondo la propria inclinazione artistica<\/strong>.
\nC\u2019\u00e8 chi ha usato il fusto come supporto e chi l\u2019ha trasformato in una vera e propria opera d’arte\u201d.<\/p>\n

\"\"<\/p>\n

Il museo offre infatti allo sguardo le installazioni pi\u00f9 diverse<\/strong>: mobili, per rappresentare la tavola periodica degli elementi, o statiche, con file di uomini che camminano sulle scorie confidando nel futuro. Guardando all\u2019esterno, con interventi sui fusti e un loro riutilizzo nobilitante tra colori e forme, con richiami al classicismo. O con lo sguardo rivolto all\u2019interno, sul negativo della nostra storia personale che chiudiamo in un bidone nero. Le immagini possono essere proiettate all\u2019interno del contenitore: in dolce movimento o fisse su pianeti lontani. 52 affascinanti interpretazioni di un fusto di metallo nero per condividere un concetto nelle sue molteplici sfaccettature<\/strong>.<\/p>\n

E perch\u00e9 una consapevolezza possa essere raggiunta sin d\u2019ora \u00e8 significativa l\u2019apertura gratuita dell\u2019esposizione alle scuole<\/strong>, voluta dal sindaco Galimberti<\/strong> insieme con il curatore dei Musei Civici Cassinelli<\/strong>. Il percorso didattico, riveduto per adattarsi alle sale del Castello, \u00e8 ricco di informazioni. Nel libro per i commenti a fine mostra si leggono frasi in diverse lingue, piene d\u2019entusiasmo per la bellezza dell\u2019allestimento e per il valore dell\u2019iniziativa e \u201cla capacit\u00e0 di tradurre attraverso l\u2019arte concetti molti difficili\u201d.<\/p>\n

\"\"<\/p>\n

Gli artisti sono stati straordinari e l\u2019interazione dei bambini con le opere ci entusiasma \u2013 conclude Lorenzo Di Cesare, responsabile tecnico del reattore nucleare di Ispra<\/strong> \u2013 \u2018Art Spaces\u2019 vuole portare il messaggio che c\u2019\u00e8 il nucleare usato pacificamente per dare energia al mondo, ma c\u2019\u00e8 anche il nucleare della disattivazione, che serve a mettere in sicurezza gli impianti che ormai sono arrivati al loro fine vita. Ed \u00e8 quello a cui noi ci dedichiamo\u201d.<\/p>\n

Gli artisti coinvolti:
\nMauro Afro Borella, Antonio Bandirali, Roberto Barni, Piergiorgio Baroldi, Davide Benati, Gabriella Benedini, Dietrich Bickler, Lorenzo Bocca, Giovanni Campus, Fabio Castelli, Arcangelo Ciaurro, Raphael De Vittori Reizel, Marco Ermentini, Anny Ferrario, Antonio Franzetti, Vittore Frattini, Daniele Garzonio, Domenico Grenci, Tommaso Grillini Pica, Peter Hide 311065, Nes Lerpa, Luca Lischetti, Gianni Macalli, Ruggero Maggi, Niccol\u00f2 Mandelli Contegni, Elio Marchegiani, Ruggero Marrani, Sandro Martini, Lorenzo Martinoli, Luca Missoni, Silvio Monti, Marcello Morandini, Giulia Napoleone, Cesare Ottaviano, Gianriccardo Piccoli, Pietro Pirelli, Antonio Pizzolante, Fabrizio Plessi, Jorge Pombo, Graziano Pompili, Giorgio Presta, Bruno Raspanti, Paola Ravasio, Giorgio Robustelli, Medhat Shafik, Aldo Spoldi, Fausta Squatriti, Giordano e Mirco Tamborini, Urban Solid, Giorgio Vicentini, William Xerra, Wal.<\/p>\n

ART SPACES
\nCastello di Masnago
\nL\u2019esposizione, aperta fino al 18 marzo 2018, \u00e8 promossa dal Comitato Culturale del JRC-Ispra \/ da marted\u00ec alla domenica, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00
\n4 \u20ac intero, 2 \u20ac ridotto<\/p>\n

Chiara Ambrosioni<\/p>\n

\nhttp:\/\/video.artevarese.com\/servizi-artevarese\/2018\/02\/23\/art_spaces_nuovo.mp4<\/a><\/video><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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