{"id":33228,"date":"2015-11-16T04:59:42","date_gmt":"2015-11-16T04:59:42","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-27T03:43:00","modified_gmt":"2015-11-27T03:43:00","slug":"varese-accoglie-i-gemelli-de-lucchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.artevarese.com\/varese-accoglie-i-gemelli-de-lucchi\/","title":{"rendered":"Varese accoglie i gemelli De Lucchi"},"content":{"rendered":"
Alla Galleria Punto sull'Arte di Varese va in scena un'intrigante gioco di contrasti. Da un lato piccoli totem di legno massiccio, dall'altro finissimi acquerelli dallo stampo fiammingo. <\/div>\n

A confronto l'arte di due talenti, i gemelli Michele e Ottorino de Lucchi<\/strong>, identici nella vita ma diversi nel creare. <\/p>\n

Michele<\/strong>, celebre architetto del Padiglione Zero di Expo, scolpisce il legno nell'intimità del suo atelier di Angera, realizzando prototipi di grandi progetti.
Ottorino<\/strong>, docente di chimica, si è guadagnato l'appellativo di "pittore alchimista", dipingendo splendide nature morte con la tecnica dell'acquerello a secco. <\/p>\n

Se <\/strong>al primo- l'architetto di Expo e di piazza Gae Aulenti, a Milano – ci mostra il suo lato artistico più libero e più selvaggio attraverso le piccole creazioni realizzate a mano nell'atelier di Angera, è al pittore "alchimista" Ottorino De Lucchi che spetta il compito di riportare l'ordine, attraverso una serie di nature morte eleganti, dalle sottili suggestioni metafisiche, realizzate con la particolarissima tecnica del watercolor drybrush, cioè dell'acquerello a secco.<\/div>\n
Ecco allora, di Michele De Lucchi, la poesia delle Montagne, l'alternarsi ritmato dei pieni e dei vuoti delle Palafitte e degli Edifici vuoti, opere uniche costruite da lui pezzo per pezzo assemblando piccoli tasselli di legno<\/strong>; ed ecco le canestre <\/strong>di Ottorino de Lucchi, le lucide ciotole di porcellana, la trasparenza dei cristalli, e quei trionfi di frutta matura, piena, illuminata da una luce calda che sembra provenire dall'interno degli oggetti.<\/div>\n
MICHELE DE LUCCHI <\/strong>(Ferrara, 1951) si è laureato in architettura presso l'Università di Firenze. Negli anni dell'architettura radicale e sperimentale è stato tra i protagonisti di movimenti come Cavart, Alchimia e Memphis. Ha sviluppato lampade e arredi per le più importanti industrie italiane ed europee, come Artemide, Olivetti, Alias, Unifor, Hermès, Alessi.
Ha progettato ambienti di lavoro e corporate identity per Deutsche Bank, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, Enel, Piaggio, Olivetti, Telecom Italia, Novartis, Intesa Sanpaolo, Unicredit. Ha realizzato progetti architettonici in Italia e nel mondo, tra cui edifici residenziali, industriali, direzionali e culturali. Ha curato allestimenti espositivi per musei come la Triennale di Milano, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Neues Museum di Berlino e le Galleria d'Italia Piazza Scala, il Castello Sforzesco, il Museo della Pietà Rondanini e Casa Manzoni a Milano. Recentemente ha sviluppato numerosi progetti per la città di Milano: i padiglioni per Expo 2015 (Padiglione Zero, Expo Center e Padiglione Intesa Sanpaolo) e l'Unicredit Pavilion in piazza Gae Aulenti. Nel 1990 ha creato Produzione Privata, una piccola impresa nel cui ambito Michele De Lucchi disegna prodotti che vengono realizzati impiegando tecniche e mestieri artigianali. Dal 2004 scolpisce "casette" in legno con la motosega per cercare l'essenzialità della forma architettonica.
Nel 2003 il Centre Georges Pompidou di Parigi ha acquisito un rilevante numero dei suoi lavori. Una selezione dei suoi oggetti è esposta nei più importanti musei d'Europa, degli Stati Uniti e del Giappone. Nel 2000 è stato insignito della onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Ciampi per meriti nel campo del design e dell'architettura. Nel 2001 è stato nominato Professore Ordinario per chiara fama presso la Facoltà di Design e Arti dell'Istituto Universitario di Architettura a Venezia. Nel 2006 ha ricevuto la Laurea ad Honorem dalla Kingston University, per il suo contributo alla "qualità della vita". Dal 2008 è Professore Ordinario presso la Facoltà del Design al Politecnico di Milano e Accademico presso l'Accademia Nazionale di San Luca a Roma. Vive e lavora tra Angera e Milano.<\/p>\n

OTTORINO DE LUCCHI <\/strong>(Ferarra, 1951) si è laureato in Chimica (1975) e Farmacia (1977) presso l'Università di Padova. Durante la sua vita ha sempre svolto attività artistica intercalandola con la professione di chimico universitario soprattutto durante i lunghi periodi all'estero o al di fuori della famiglia. Durante la permanenza negli Stati Uniti ha potuto visitare e osservare da vicino l'opera di A. Wyeth, appassionandosi alla tecnica e al virtuosismo dei suoi dipinti definiti come "dry brush". Senza ulteriori informazioni, ha iniziato una serie di sperimentazioni che hanno portato allo sviluppo indipendente di una tecnica del tutto originale sia nell'esecuzione che nei soggetti. La tecnica prevede l'uso della pittura ad acquerello, dove il rapporto pigmento-legante è ottimale sia per quanto riguarda la trasparenza che la vivacità e la luminosità dei colori. La tramatura pittorica ottenuta utilizzando indistintamente pennelli, carta e tessuti è particolarmente adatta a descrivere la superficie di nature morte, figure e paesaggi. Le velature e le applicazioni di colore ottenute sia direttamente che attraverso attente rimozioni di colore permettono risultati non ottenibili con altre tecniche pittoriche. I risultati particolarmente rilevanti per contrasto e luminosità hanno sorpreso molti cultori sia italiani che stranieri tanto che è stato più volte invitato a illustrare la tecnica in accademie e in istituti d'arte. Vive e lavora a Padova.<\/div>\n


MICHELE DE LUCCHI e OTTORINO DE LUCCHI<\/strong>
22 novembre – 23 dicembre 2015
a cura di Alessandra Redaelli
Galleria Punto sull'arte, Viale Sant'Antonio 59\/61, Varese
Orari: Martedì – Sabato: h 10-13 e 15-19
Apertura tutte le domeniche: h 15-19
tel 0332 320990<\/div>\n

Alla Galleria Punto sull'Arte di Varese va in scena un'intrigante gioco di contrasti. Da un lato piccoli totem di legno massiccio, dall'altro finissimi acquerelli dallo stampo fiammingo. A confronto l'arte di due talenti, i gemelli Michele e Ottorino de Lucchi, identici nella vita ma diversi nel creare. 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