{"id":28107,"date":"2012-11-15T12:31:03","date_gmt":"2012-11-15T12:31:03","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-11-16T09:16:46","modified_gmt":"2012-11-16T09:16:46","slug":"radici-e-memorie-del-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.artevarese.com\/radici-e-memorie-del-passato\/","title":{"rendered":"Radici e memorie del passato"},"content":{"rendered":"
\"AA Como le epifanie di Paolo Maggis<\/span><\/div>\n

Paolo Maggis (Milano, 1978)<\/strong> estrapola i suoi soggetti dalla letteratura e dai media (cinema, tv, internet), ne isola un particolare e lo ingrandisce costringendolo ad una sfocatura forzata attraverso pennellate veloci accostate all'uso di colori acidi e volutamente urticanti. Le opere, in mostra fino al 9 dicembre nell'Ex Chiesa di san Francesco a Como<\/strong>, oggi Spazio Culturale Ratti<\/strong>, puntano proprio su questa densa trama cromatica<\/strong> e sulle figure spettrali<\/strong> che prendono forma da sfondi cupi e monocromatici. Attraverso un linguaggio rapido ed essenziale, che non cede alla facile leziosità del virtuosismo pittorico, l'artista mette in relazione l'uomo con la natura, la terra con le sue "roots".<\/p>\n

Come scrive Chiara Canali<\/strong>, curatrice della mostra<\/strong>, "Il ricorso alla metafora arboricola delle "radici" punta a costruire un vero e proprio dispositivo che, attraverso i contenuti evocati dalle immagini, si alimenta di nuclei semantici forti quali la vita, la natura e le sue necessità biologiche ed esistenziali(…). Il rizoma, parte del sistema delle radici, è uno stelo sotterraneo, orizzontale, che connette imprevedibilmente elementi eterogenei, così come la pittura di Paolo Maggis sembra mettere in connessione, in libera associazione creativa, immagini mistiche e simboliche, esplorando il senso dell'infinito".<\/p>\n

La sua Via Crucis<\/strong><\/em>, laica e profana, costituita da dieci immagini esposte nelle cappelle delle navate laterali, incarna proprio questa esigenza di costruire una (im)possibile relazione tra uomo-terra-cielo-cosmo-natura, "una relazione poetica di luminosità in una notte nera che nera non é e dove il nero non é il vuoto ma un pieno", spiega lo stesso Maggis. In questo ciclo pittorico spicca la grande tela centrale Fantastic<\/strong><\/em>, tratta da una scena del film Amarcord<\/em> di Federico Fellini, quella in cui la nave "Rex" viene notata da un bambino, "colui che, nella sua ingenuità e nel suo candore, sa riconoscersi parte del cosmo e sa amplificare i propri desideri ed emozioni".
<\/p>\n

Paolo Maggis – ROOTS\/Radici
<\/strong>Fino al 9 dicembre 2012
Spazio Culturale Ratti (Ex Chiesa di San Francesco), Como
Orari: da martedì a domenica dalle 15.00 alle 19.00
sabato dalle 11.00 alle 19.00
Ingresso libero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

A Como le epifanie di Paolo Maggis Paolo Maggis (Milano, 1978) estrapola i suoi soggetti dalla letteratura e dai media (cinema, tv, internet), ne isola un particolare e lo ingrandisce costringendolo ad una sfocatura forzata attraverso pennellate veloci accostate all'uso di colori acidi e volutamente urticanti. 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