{"id":26701,"date":"2012-04-19T06:46:45","date_gmt":"2012-04-19T06:46:45","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-04-20T09:24:11","modified_gmt":"2012-04-20T09:24:11","slug":"como-fra-ricerca-e-valorizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.artevarese.com\/como-fra-ricerca-e-valorizzazione\/","title":{"rendered":"Como fra ricerca e valorizzazione"},"content":{"rendered":"
\"DisegnoDisegno ricostruttivo Porta Pretoria<\/span><\/div>\n

La settimana della cultura può divenire l'occasione per aprire alla comunità le porte di siti ancora in fase di studio, per informare il pubblico dello stato di salute di monumenti e aree archeologiche. Questo perché l'archeologia presuppone, accanto allo scavo, una importante fase di conservazione e valorizzazione.<\/p>\n

Sabato 14 aprile, nell'affascinante cornice della sala Barelli del Museo Giovio di Como<\/strong>, la sovrintendente dott.ssa Stefania Jorio e la conservatrice della sezione romana dott.ssa Isa Nobile hanno presentato i progetti di valorizzazione di due siti importanti del comasco: il cerchio litico emerso durante la costruzione del nuovo ospedale S.Anna e la Porta Pretoria di Como, accesso alla città in epoca romana.

Il cerchio del S.Anna.<\/strong> Nel 2007, durante i lavori di costruzione del nuovo ospedale S.Anna, in una zona compresa fra i comuni di Como, San Fermo e Montano Lucino sono emerse una struttura circolare in pietra, una dozzina di tombe di epoca protostorica e alcune di epoca romana. Senza dubbio il cerchio litico ha suscitato il maggiore interesse: si tratta di un monumento ideato secondo precisi moduli geometrici, la cui funzione è ancora incerta, probabilmente però legata alla sfera del sacro e alla osservazione del cielo.

Osservatorio di una comunità?<\/strong> Anche la zona è <\/p>\n

\"IlIl circolo litico generale<\/span><\/div>\n

storicamente interessante: alla confluenza di due fiumi, ben visibile dalle alture circostanti dove si sviluppò l'abitato golasecchiano, nelle vicinanze del luogo di ritrovamento della stele di Prestino. Probabilmente si trattava di un luogo comunitario in cui si potevano svolgere attività cerimoniali. Precisa la sua esecuzione: in un'area consacrata attraverso la pratica dell'aratura rituale, fu costruita la struttura con al centro una piattaforma semicircolare, costruita da strati sovrapposti di ciottoli; la completavano due anelli concentrici dal diametro di quasi settanta metri.

La valorizzazione del complesso.<\/strong> L'eccezionalità del ritrovamento ha portato alla decisione di conservare a vista l'estensione e la forma del monumento, restaurando la parte litica conservata e procedendo al risanamento delle parti mancanti con siepi.
Si è così intervenuti nel modo meno invasivo possibile, non apportando materiali diversi, dotando l'area di strutture adatte alla fruizione, come pannelli e di un percorso di visita preciso, con tanto di aree di sosta.

Porta Pretoria. <\/strong>La Porta Pretoria di Novum Comum<\/em> era il principale accesso alla città da sud, e si trova proprio dove oggi sorge la medievale Porta pretoria. Presentava due fornici con corridoio laterale, con un pilone centrale ed era collocata fra due torri. I suoi resti sono stati scoperti un secolo fa durante i lavori di costruzione della scuola media. Negli anni Trenta Il Frigerio propose una ricostruzione della porta, ancora attuale. Unico cambiamento, la presenza di una corte alle spalle della <\/p>\n

\"ParticolareParticolare del circolo litico<\/span><\/div>\n

porta.

La valorizzazione, progetto Cecchini.<\/strong> In seguito ad alcuni problemi di statica, si pensò ad un progetto di riqualificazione dell'area. L'architetto Cecchini propose un lavoro in cinque lotti: nel progetto originario era prevista la fruizione dei resti archeologici dall'esterno senza accedere dalla scuola, la vista delle parti inferiori tramite un vetro a livello del piano stradale; la messa in sicurezza dei resti archeologici, l' ampliamento dello scavo arrivando fino agli edifici circostanti e la creazione di un orto botanico. Un progetto senza dubbio ambizioso, di cui è stata realizzata, ad ora, la messa in sicurezza delle strutture.

I progressi ad oggi.<\/strong> Grazie a finanziamenti congiunti della Fondazione Cariplo e Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, si è creato un accesso indipendente al sito, non più legato alla scuola, sono stati collocati i servizi igienici ed elettrici. Si sono inoltre recuperati, restaurati e infine musealizzati i pezzi architettonici pertinenti alla porta, abbandonati in un locale e completamente sporchi.

L'allestimento.<\/strong> Ora l'area è quasi allestita, arricchita da pannelli esplicativi. Fra l'altro, grazie ad un bando europeo, sono state collocate tre postazioni multimediali, con monitor touch screen: una prima postazione si concentra su Porta Pretoria, di cui si forniscono notizie sulla storia; la seconda postazione offre invece un giro per le vie della Como romana, attraverso quattro percorsi specifici. Infine l'ultimo touch screen è dedicato alle tecniche costruttive romane, con tanto di gioco per bambini.
Como sta per recuperare due pezzi importanti della sua storia, due doni alla comunità scientifica e soprattutto alla cittadinanza, che nel proprio passato ritrova le radici del proprio essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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