Lodi – La Fondazione Banca Popolare di Lodi dedica a Simona Uberto la mostra antologica Fatum Futura, allestita negli spazi di Bipielle Arte dal 28 febbraio. A cura di Maria Laura Gelmini, l’esposizione ripercorre trent’anni di ricerca artistica, dal 1996 a oggi, attraverso circa cinquanta opere che attraversano fotografia, installazione, collage, scultura e interventi ambientali.
Il titolo Fatum Futura costituisce la chiave di lettura dell’intero progetto espositivo: una riflessione sulla tensione tra destino e futuro, tra ciò che è già stato pronunciato e ciò che resta aperto alla possibilità. Questa dialettica attraversa l’opera di Uberto, che parte sempre da un dato reale – uno scatto fotografico, un frammento urbano, un paesaggio – per trasformarlo in visione, racconto, miraggio.
Il percorso espositivo si apre con i lavori degli anni Novanta dedicati alla dimensione urbana. Serie come Interferenze, Aggregazioni, Appartenenze e Incontri restituiscono la città come teatro di micronarrazioni quotidiane: figure colte negli spazi pubblici, movimenti minimi, geometrie che imprigionano istanti sospesi. La fotografia diventa così una “cornice temporale”, capace di trasformare il reale in struttura visiva e ritmo.
Negli anni più recenti, la ricerca di Simona Uberto si sposta progressivamente verso il paesaggio, inteso non come rappresentazione naturalistica ma come luogo mentale e percettivo. Da questo slittamento nasce la serie Fata Morgana, nucleo centrale della mostra, in cui le immagini oscillano tra realtà e illusione. Attraverso operazioni di frammentazione, ribaltamento e ricomposizione, l’artista destabilizza la percezione: cieli che diventano terre, superfici liquide che si confondono con l’orizzonte, skyline capovolti. Il paesaggio si trasforma in miraggio, mettendo in crisi le certezze visive dello spettatore.
Il processo creativo di Uberto è insieme meditativo e rigoroso. L’immagine fotografica viene esplorata, scomposta e progressivamente privata dei suoi riferimenti originari, fino a generare una nuova forma, sospesa tra memoria e invenzione. In Fatum Futura questo metodo emerge con chiarezza: l’immagine non riproduce il reale, ma lo reinventa, aprendo uno spazio di interrogazione sulla percezione e sul vedere.
La mostra, allestita negli spazi di Bipielle Arte, all’interno del Centro Direzionale sarà visitabile sino al 22 marzo nei seguenti orari: giovedì – venerdì 16–19; sabato – domenica 10-13 e 16-19 (ingresso libero).








