Laveno Mombello – A Villa Fumagalli e al MIDeC – Museo Internazionale del Design Ceramico dal 28 e 29 marzo al 7 giugno aprono a due mostre prodotte dall’Assessorato alla Cultura, che condividono una visione comune: mettere al centro il dialogo tra giovani artisti e designers con gli spazi che li accolgono. Due contesti diversi che diventano parte integrante del racconto artistico, generando un esito unico, profondamente legato al territorio.
A Villa Fumagalli, la mostra “Abitare attraverso – Topografie della soglia” nasce da una riflessione sul concetto di soglia come spazio liminale: non un semplice passaggio, ma un luogo di tensione tra apertura e chiusura, tra immobilità e trasformazione. Qui l’architettura domestica perde la sua funzione originaria per aprirsi a una dimensione collettiva. Le stanze diventano luoghi da attraversare e al tempo stesso da abitare, mentre le opere site-specific instaurano un dialogo continuo con l’identità della Villa. Il visitatore è invitato a sostare, a rallentare, a prendere coscienza di quel tempo sospeso che precede ogni cambiamento. In questo intreccio tra spazio e percezione, la soglia si rivela per ciò che è: un punto di equilibrio fragile e potente, misura del passaggio e metafora di trasformazione individuale e condivisa.
La mostra è realizzata da un collettivo di sei giovani artisti diplomati all’Accademia di Brera: Corinne Aquilino, Chiara Capuana, Sergio Di Bella, Francesca Petricci, Noemi Roccella, Ettore Vezzosi, coadiuvati dall’esperienza della Galleria d’arte Ottonovecento di Laveno. L’esposizione, a cura di Alice Gomiero sarà inaugurata alle 17.30; orari al pubblico nei giorni successivi: da martedì a giovedì 9.30-13.30, da venerdì a domenica 9 -13.30/4.30 – 18.
“Grandi Vasi – Ambienti Ceramici” è invece il titolo della mostra in apertura al Midec dal 29 marzo (inaugurazione alle 11). L’esposizione, da un’idea di Marco De Santi, raccoglie il lavoro di 48 studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano che reinterpretano 12 opere del museo, trasformandole in altrettanti ambienti immersivi. Il museo non è più soltanto custode di oggetti, ma spazio generativo: le opere storiche diventano punto di partenza per nuove narrazioni, mentre le sale accolgono installazioni che espandono la ceramica oltre la scala dell’oggetto, fino a farla diventare architettura e scenografia.
Alla base del progetto c’è il percorso sviluppato all’interno del Laboratorio di Metaprogetto, ideato e guidato dai docenti Marco De Santi, Francesca Balena Arista e Irina Suteu, che ha accompagnato gli studenti in un processo articolato: dall’osservazione e analisi delle opere della collezione permanente, alla loro reinterpretazione critica alla luce della contemporaneità. Questo lavoro si è tradotto in una fase concreta di sperimentazione grazie al laboratorio di ceramica del MIDeC, tenuto da Irene Cornacchia, dove la materia è diventata strumento di verifica e scoperta. Parallelamente, gli studenti hanno documentato il proprio percorso attraverso dei video che restituiscono l’evoluzione del pensiero progettuale: dall’oggetto iniziale al concetto, fino alla sua traduzione in spazio. Il risultato finale è una serie di ambienti ceramici in cui l’idea prende forma e si fa esperienza, rendendo visibile il passaggio dal progetto alla dimensione abitabile.
Nascono così “ambienti ceramici” che parlano del presente, accogliendo riti, abitudini, tensioni e immaginari contemporanei. Accanto ai progetti sono esposte le opere originali di riferimento, in un dialogo continuo tra passato e futuro.
Fino al 7 giugno, orari di visita all’esposizione: da venerdì a domenica 10-13/14-17.
Due mostre, due esperienze complementari, unite da un filo comune: la capacità degli spazi di diventare protagonisti, amplificando il significato delle opere e offrendo al pubblico non solo una visita, ma un vero viaggio.









