Isiuret, sarcofagoIsiuret, sarcofago

Sesto Calende, Varese, Arsago Seprio, Como. Quattro musei locali, con collezioni museali di grandissimo valore, dove i reperti parlano di popoli lontani nel tempo. Fra i tanti protagonisti anche le donne, raccontate dagli oggetti della loro quotidianità, come gioielli, fusaiole, portaprofumi.

Isiuret, la sacerdotessa egizia.
Una prima figura femminile, di grandissimo rilievo nella Tebe della XXII dinastia, è Isiuret, il cui sarcofago è conservato al Museo Paolo Giovio di Como. Sono i geroglifici che decorano il sarcofago stesso a raccontare la storia di questa donna e ne specificano le cariche: suonatrice di sistro di Amon-Ra, cantatrice del coro di Mut. Tutti questi titoli rimandano al sacerdozio femminile del dio Amon e qualificano la donna come una sacerdotessa. Addirittura il sarcofago riporta la genealogia di Isiuret, fino al quadrisavolo.

La tomba del tripode, a Sesto.
Un salto cronologico e spaziale riporta al museo di Sesto Calende. Qui è conservato il corredo della tomba del tripode, che prende il nome dal contenitore in bronzo a tre gambe contenuto. La tomba era molto grande, con struttura a cassone, formata da lastre di pietra, e ricco il corredo. Sono proprio gli oggetti del corredo a permettere di definire il sesso del defunto. L'armilla, cioè il bracciale in legno, un frammento della cintura, perle di ambra, un pendaglio formato da trenta catenelle sono elementi dell'abbigliamento e dell'ornamento riferibili ad una donna.
Invece il tripode, contenitore di liquidi, probabilmente acqua, è legato all'ambito religioso e permette quindi di qualificare meglio la donna come una sacerdotessa, appartenente a una famiglia di rango del comprensorio del Ticino nel VI secolo a.C.

La tomba del tripodeLa tomba del tripode


Una piccola donna a Mercallo.
Il Museo di Villa Mirabello conserva il corredo di una bambina, proveniente da scavi degli anni Cinquanta a Mercallo dei Sassi, risalente al I secolo d.C.. Era una bambina di una famiglia importante, come dimostra la bellezza dei reperti. Vasi in miniatura, probabilmente i giochi della piccola, fra cui un contenitore in cristallo di rocca, ma non solo: una statuetta portafortuna in ambra, un anello con castone, dei fusi in miniatura. Un esempio di una piccola donna mai cresciuta, resa per così dire immortale dall'archeologia.

La signora di Arsago Seprio.
Non molto lontano, ad Arsago Seprio, è sempre il corredo di una sepoltura, rinvenuta nella necropoli di Via Roma, a farci conoscere la signora di Arsago. Una donna vissuta fra I sec.a.C.e I secolo d.C, appartenente a un ceto medio alto, come lascerebbero intuire la struttura tombale, a cassa in mattoni e il pregiatissimo corredo. Spiccano i balsamari, i portaprofumi in vetro colorato, l'anello con castone, lo specchio in argento, tutti oggetti di fattura pregiata, simbolo dell'elevato grado economico ricoperto dalla famiglia della defunta.
Quattro pennellate, veloci, per dipingere queste figure femminili conservate nei nostri musei. Donne come noi, probabilmente con le stesse paure, di cui non parlano i libri di storia, ma che ci vengono raccontate dai loro oggetti. E che divengono per i visitatori di questo percorso amiche silenziose.