'Guerriero', 1960'Guerriero', 1960

I nomi dei grandi – Dal 31 maggio l'affascinante Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio ospiterà le opere dello scultore Marino Marini, con una particolare attenzione ai lavori in terracotta. "Una scelta in linea con le grandi mostre precedenti – conferma il Direttore Daniele Astrologo – con la volontà di rafforzare non solo il nome dell'artefice, ma anche l'importanza del materiale utilizzato per creare opere d'arte". Così dopo la ceramica esaltata dalla genialità di Lucio Fontana e il marmo, amato e accarezzato da Adolfo Wildt, è il momento in particolare della terracotta con le sensazioni vive che questa materia fornisce.

Primordialità nell'essere – 'Gli archetipi'. Termine che ricalca perfettamente il contenuto dell'esposizione. "Un titolo che fornisce il giusto peso, valore originario, primordiale della terracotta, gesso e ceramica. Ma non un termine che racchiude solo questo aspetto. Archetipi sono anche i soggetti scelti dallo scultore; cavalli, cavalieri, pomone, guerrieri. Un legame saldo e vero con la terra, con la nascita, la creazione. Figure ricche che rispecchiano questi sentimenti". Lo stesso Marini descrive così le sue figure femminili: 'In tutte queste immagini la femminilità si arricchisce di tutti i suoi significati più remoti, più immanenti, più misteriosi: una specie di necessità ineluttabile, di staticità inamovibile, di fecondità primitiva e inconscia'. Esempi questi del primo periodo affrontato nella mostra, gli anni '30 segnati da uno stato d'animo tranquillo, riflesso nell'equilibrio tra cavallo e cavaliere. Non solo, anche nella bellezza semplice e pura delle Pomone.

'Cavaliere''Cavaliere'

Segno indelebile – Presenti a Gemonio anche opere che rimandano ad un altro e forse più significante periodo dell'esistenza dell'artista. Anni segnati dal conflitto mondiale, anni che lacerano l'esistenza singola e collettiva e ne impregnano per sempre i ricordi. Temi precisi: cavalli, cavalieri, guerrieri. Non più la serenità delle opere primordiali, ma l'inquietudine della realtà bellica. Un dialogo guardandosi negli occhi nasce tra questi volti e corpi drammatici e quelli di Floriano Bodini che della guerra emanano le crude verità.

Il peso dell'arte – 15 saranno i pezzi esposti nelle sale del Museo Bodini, 7 le opere a tempera o china su carta in quelle della Banca Cesare Ponti di Milano (P.zza Duomo, 19). Come in passato la mostra si divide su due fronti, allargando l'orizzonte territoriale e artistico. Da un lato la matericità della terracotta, anche se accompagnata da qualche litografia, dall'altra la leggerezza della carta a emanare l'amore di Marini per ii tratto grafico. 1947-79 è il periodo affrontato da queste ultime opere presenti a Milano. Le opere proposte provengono in parte da collezioni private ma in gran parte dalla Fondazione Marino Marini di Pistoia.

Team vincente – La realtà museale di Gemonio ha  potuto, come in passato, realizzare una mostra di prima categoria grazie all'appoggio dell'associazione Amici del Museo Civico Floriano Bodini e soprattutto della Fondazione Europa Civiltà guidata da Costante Portatadino. I curatori della mostra sono il Direttore Daniele Astrologo e il gallerista Alberto Montrasio. Come per le manifestazioni artistiche precedenti, il catalogo è curato da Silvana Editoriale.