Legnano – Il Foyer del Teatro Tirinnanzi ospita, dal 22 febbraio  “Oltre il sipario. Palcoscenico, materia, immaginazione”, mostra collettiva a cura di Alessia Fariselli con opere di Cristina Limido, Silvia Cibaldi e Lucia Sanavio. L’iniziativa si inserisce idealmente nel percorso che conduce alla Giornata Internazionale del Teatro del 27 marzo, istituita dall’International Theatre Institute per celebrare il valore universale del teatro come luogo di confronto, coscienza e trasformazione.

Oltre il sipario” – precisa la curatrice – nasce infatti da una duplice tensione: indagare ciò che precede e supera la rappresentazione e abitare quello spazio sospeso in cui materia e immaginazione si incontrano. Le opere raccolte non illustrano il teatro in senso descrittivo, ma lo attraversano, lo evocano, lo reinterpretano come dimensione simbolica e processo creativo”.

Nelle opere di Cristina Limido il tessile si fa linguaggio scenico. Il recupero e la trasformazione dei materiali evocano il gesto antico del cucire, ma lo proiettano in una dimensione teatrale, dove il tessuto diventa pelle, costume, scenografia. Le figure esposte – dalla tragica eroina di Euripide alla presenza sospesa de “La donna in nero”, nata dall’adattamento teatrale di Stephen Mallatratt dal romanzo di Susan Hill – non sono semplici personaggi, ma apparizioni. Corpi-scenografia in cui cartapesta, broccato e foglia d’oro dialogano tra memoria e dramma, trasformando la materia in racconto.

Silvia Cibaldi costruisce invece veri e propri spazi narrativi. I suoi teatrini-scultura sono architetture simboliche in cui materiali di recupero diventano struttura e storia insieme. La dimensione teatrale non è citazione, ma impianto compositivo: contenitore di natura, memoria, riflessione sul riuso. Emblematica la sedia-scultura dalle molte mani, allusione plastica al momento culminante della rappresentazione – l’applauso – che traduce un gesto collettivo in forma tridimensionale. Qui il teatro è rito condiviso, energia che si moltiplica nello spazio.

Lucia Sanavio affida alla pittoscultura un’idea di leggerezza che è insieme tensione ed energia vitale. L’opera ispirata a Tersicore, musa della danza, traduce nella materia un principio dinamico: carta, lino, rete metallica e tulle si compongono in una figura che sembra oltrepassare la staticità scultorea. Il teatro si manifesta come movimento, come libertà del corpo e dello spirito, come impulso che rompe l’equilibrio per generare forma.

Tre percorsi distinti che trovano nel teatro non un tema illustrativo, ma una condizione espressiva.

Uno spazio, quello del Foyer del Tirinnanzi capace di far dialogare la programmazione teatrale, ampliandone il senso e invitando il pubblico a un’esperienza che supera il tempo dello spettacolo. Un invito a guardare oltre la scena, dentro il processo creativo, dove immaginazione e materia si incontrano per generare nuove visioni.

L’inaugurazione della mostra è in programma il 22 febbraio alle 11. L’esposizione sarà visitabile fino al al 15 marzo negli orari di apertura della biglietteria e nelle sere di spettacolo, con ingresso libero,