Torino – CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia dedica una grande mostra a una delle figure più complesse e affascinanti del Novecento: Lee Miller. Curata da Walter Guadagnini, l’esposizione presenta oltre 160 fotografie provenienti dai Lee Miller Archives, molte delle quali raramente esposte, offrendo uno sguardo ampio e stratificato su una personalità che ha attraversato arte, moda, surrealismo e fotogiornalismo di guerra.
Il percorso segue un andamento cronologico e si concentra sugli anni più intensi della carriera di Miller, dagli anni Trenta ai Cinquanta, mettendo in luce la sua instancabile curiosità e la capacità di reinventarsi continuamente. Nata negli Stati Uniti nel 1907, Lee Miller si trasferisce a Parigi alla fine degli anni Venti, dove convince Man Ray ad accoglierla come assistente. In breve tempo diventa protagonista del clima surrealista, realizzando immagini iconiche e contribuendo alla sperimentazione della solarizzazione. In quegli anni frequenta figure come Picasso, Max Ernst, Paul Éluard e Leonora Carrington, muovendosi con naturalezza tra arte e vita.
Negli anni Trenta la sua fotografia cambia ancora: prima l’esperienza egiziana, con paesaggi enigmatici e sospesi, poi il ritorno in Europa alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Collaboratrice di Vogue, Lee Miller racconta la Londra bombardata con uno sguardo capace di fondere eleganza e quotidianità, fino alla scelta radicale di seguire le armate alleate come fotoreporter. Sono di questo periodo le immagini più celebri e drammatiche: i campi di concentramento, la Germania sconfitta, le rovine materiali e morali del conflitto. Fotografie pubblicate ancora una volta su Vogue, accompagnate da testi scritti dalla stessa Miller, che rivelano anche il suo talento giornalistico.
Il dopoguerra segna un progressivo ritiro dalla scena pubblica. In Inghilterra, nella campagna del Sussex, accoglie artisti e amici, abbandonando la fotografia professionale senza mai perdere il suo sguardo ironico e sovversivo. La mostra di CAMERA restituisce questa pluralità di esperienze, raccontando non solo una grande fotografa, ma una donna capace di attraversare il secolo con libertà, coraggio e visione.
Fino al 25 febbraio, orari al pubblico: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica
11 – 19; giovedì 11 – 21.









