Milano – Alla Dep Art Gallery il 3 marzo apre Dorme un canto in ogni cosa (Schläft ein Lied in allen Dingen), mostra dedicata a Imi Knoebel, tra i protagonisti più radicali dell’astrazione europea del secondo Novecento.

Il titolo riprende un verso del poeta romantico Joseph von Eichendorff e suggerisce una chiave di lettura essenziale: in ogni cosa riposa una musica silenziosa, pronta a emergere quando si incontra l’intonazione giusta. È in questa prospettiva che la mostra, curata da Gianluca Ranzi,  invita a un’esperienza diretta dell’opera: tempo, attenzione e sguardo diventano strumenti per lasciarsi attraversare da ritmo, equilibrio e intensità cromatica.

Fin dagli esordi alla fine degli anni Sessanta, Knoebel ha sviluppato una ricerca improntata a un’astrazione che tende alla pura percezione. Il suo è un approccio multimediale, antigerarchico e anticonvenzionale, capace di superare i confini tra disegno, pittura, scultura, architettura, fotografia, proiezione e installazione. Colore, linea, spazio e materiali non sono semplici elementi formali, ma dispositivi sensibili attraverso cui l’artista “fa cantare” le forme.

Il percorso espositivo mette in dialogo opere che coprono oltre quarant’anni di attività: da un Senza Titolo del 1983 fino alle serie più recenti del 2025. La cronologia non è però lineare in senso evolutivo; al contrario, rivela un metodo aperto e composito, fondato su continui ritorni e riconsiderazioni. Ogni ciclo diventa il punto di partenza per quello successivo, come una finestra che ne apre un’altra, in una progressione che è insieme analitica e poetica.

La mostra accosta lavori degli inizi degli anni Novanta, come la serie Portrait (1991-92), a nuclei dei primi Duemila – Düsseldorf-Paris (2001) e Düsseldorf-Reykjavik IV (2000) – fino alle opere del 2016 (Tafel) e alle più recenti del 2025, tra cui Zeichen, Ligatur ed Etcetera. Da questi confronti emerge un vocabolario formale che spazia dal rigore analitico alla gestualità, dalla linearità euclidea all’irregolarità dei contorni, dal contrasto simultaneo alla fusione lirica di superfici e cromie.

La bellezza che attraversa il lavoro di Knoebel non si fonda su narrazioni esistenziali né su suggestioni metafisiche: nasce piuttosto dalla percezione sensoriale e dalle relazioni interne agli elementi compositivi. Nei Portrait l’essenzialità dei margini colorati si traduce in identità visive autonome; negli Zeichen le forme assumono l’andamento fluido di nuvole in movimento; Ligatur richiama i caratteri mobili di una grammatica visiva che si fa immagine poetica; le pennellate di Etcetera evocano lettere, numeri e segni che affiorano come tracce di un alfabeto in continua ridefinizione.

Ne scaturisce l’idea di un’astrazione come campo di libertà, dove ogni opera è esito di una sperimentazione rigorosa ma mai definitiva. Ad accompagnare la mostra, un catalogo bilingue (italiano e inglese) con testo critico di Gianluca Ranzi.

Inaugurazione 3 marzo dalle 12 alle 20. La mostra sarà poi visitabile sino al 30 maggio nei seguenti orari: martedì – sabato ore 10.30 – 19; chiuso domenica e lunedì.

Note biografiche

Imi Knoebel (nato Klaus Wolf Knoebel) Dessau 1940. Vive e lavora a Düsseldorf.  Sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche, tra cui il Musée National d’Art Moderne, Parigi; Dia:Beacon e Dia Art Foundation, New York; Bonnefantenmuseum, Maastricht; MMK, Francoforte; Museu Coleção Berardo, Lisbona; The Broad, Los Angeles; MoMA, New York; MOCA, Los Angeles; Museo Reina Sofia, Madrid; Hamburger Bahnhof, Berlino; Norton Museum, West Palm Beach, e Sammlung Goetz, Monaco.

Tra le mostre di maggior rilievo: Dia Beacon, New York (2021 e 2008); Museum Haus Konstrucktiv, Zurigo, Svizzera (2018); Skulpturenpark Waldfrieden, Wuppertal, Germania (2017); Musée Fernand Léger, Biot, Francia (2016); Kunstmuseum Wolfsburg, Germania (2014); Nel 2011, Knoebel ha creato sei vetrate per la cattedrale di Reims in Francia oltre ad aver esposto al Museum der bildenden Künste, Leipzig, Germania (2011); Deutsche Guggenheim, Berlin, Germania (2009); Hamburger Kunsthalle, Germania (2004); Kestner Gesellschaft, Hannover, Germania (2002) ; Institut Valencià d’Art Modern, Valencia, Spagna (1997); Kunstmuseum Luzern, Switzerland (1997); Haus der Kunst, Monaco, Germania (1996); Stedelijk Museum, Amsterdam, Olanda (1996 e 1972); Deichtorhallen, Amburgo, Germania (1992) Staatliche Kunsthalle Baden-Baden, Germania (1986); Imi Knoebel, Kunstmuseum Bonn, Germania (1983); Dia Art Foundation, Colonia, Germania (1981 e 1983); Städtische Kunsthalle Düsseldorf, Germania (1975);

Imi Knoebel ha inoltre partecipato a rassegne internazionali come Documenta, Kassel (1972, 1977, 1982, 1987) e la 18° Bienal de Sao Paulo, in Brasile.