Ep. 18

 

Questo racconto racchiude due frammenti, scritti a dieci anni di distanza ma che paiono l’uno la conclusione necessaria dell’altro.

“Essere nel mondo senza appartenere al mondo” è un motto dei mistici sufi che si trova anche nel Vangelo. Forse è la direzione che ho sempre cercato di prendere. Chissà se ci sono riuscito.

Riporto un pensiero di Luigi Nacci, tratto da “Alzati e cammina”, Edicilo Editore, 2014 che sintetizza con una bella immagine questo desiderio di vita.

Non credere che il viandante sia un vagabondo senza radici. Il viandante mette radici almeno ogni notte, sotto il tetto in cui riposa e che il mattino lascerà. Le mette eccome. All’alba le radici hanno già prodotto il fusto, i rami, le foglie. Mette radici nelle facce delle persone che incontra e gli aprono le braccia, al punto che, poche ore dopo la sua partenza, quelle facce germogliano già.

Caravanserraglio Sultan Hani, Konia, Cappadocia, 18 giugno 2010 – Tokyo, 6 maggio 2019