Milano – Dal 3 febbraio arriva in città la mostra “I Macchiaioli” una grande retrospettiva dedicata al movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento.

Allestita a Palazzo Reale, l’esposizione restituisce centralità a un’esperienza artistica che seppe rompere con l’accademismo, anticipando in Italia alcune delle istanze della pittura moderna europea.

Con oltre cento opere esposte, il progetto rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di un frammento fondamentale della storia dell’arte nazionale, proponendo una nuova e più approfondita lettura dell’esperienza macchiaiola. La “macchia”, intesa come sintesi immediata di luce e colore, divenne per questi artisti uno strumento di conoscenza del reale, capace di tradurre sulla tela la verità del paesaggio, della vita quotidiana e della storia contemporanea.

Promossa dal Comune, la mostra vede come istituzione partner l’Istituto Matteucci di Viareggio e coinvolge, in qualità di prestatori, i più importanti musei italiani che custodiscono le opere dei Macchiaioli. Tra questi figurano il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, le Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, il Museo del Risorgimento e la Galleria d’Arte Moderna di Milano, la GAM di Torino, oltre a numerose collezioni private.

Articolato in nove sezioni, il percorso ricostruisce la breve ma intensa parabola dei Macchiaioli come progetto “nazionale” e risorgimentale. Pittori colti e politicamente consapevoli, vicini alle idee di Mazzini e alle istanze del Positivismo francese, Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi concepirono l’arte come strumento di rinnovamento morale e civile.

Nati attorno al Caffè Michelangiolo di Firenze, i Macchiaioli elaborarono una pratica pittorica fondata sull’osservazione diretta e sul lavoro all’aria aperta, opponendosi all’insegnamento accademico e al disegno preparatorio. Il loro linguaggio, basato sul contrasto tonale e sulla resa della luce naturale, precedette e dialogò con le esperienze impressioniste francesi, pur mantenendo una forte radice etica e narrativa legata alla realtà sociale italiana.

La mostra è visitabile fino al 14 giugno, da martedì a domenica dalle 10 alle 19.30; giovedì fino alle 22.30.