Cuneo – Raffinato intellettuale, Scipione Caffarelli Borghese (1577-1633) fu figura di imprescindibile riferimento nella Roma del Seicento. Ne è conferma la mostra “La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione”, a cura di Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati, in corso fino al 29 marzo al Complesso Monumentale San Francesco a Cuneo.

Il percorso espositivo mette in evidenza le peculiarità delle differenti scuole pittoriche che hanno percorso il nostro paese tra il Cinquecento e il Seicento, delineando il passaggio che dal Rinascimento porta al Barocco. A specificare la portata della mostra sono le parole del curatore Ettore Giovanati “Nell’apparente disordine della collezione Scipione Borghese, si può riconoscere la chiave interpretativa di un insieme artistico eterogeneo, privo di un criterio unificante, ma capace di incontrare una delle più compiute espressioni del collezionismo moderno, dominato dalla bellezza che nasce dal libero dialogo tra le arti”.

Tra i ritratti, tutti di straordinario fascino, appare il “Ritratto di frate domenicano” di Tiziano Vecellio e il “Ritratto di uomo” attribuito a Raffaello.

Di mirabile espressività il “Sonno di Gesù” di Lavinia Fontana, prima donna a ricevere commissioni pubbliche nella Roma di inizi Seicento.

A chiudere il percorso espositivo appare una sezione riservata alla grandi firme del Barocco come “Danza Campestre” di Guido Reni e l’intenso “Autoritratto in età matura” di Gian Lorenzo Bernini.

Non manca il tratto ironico, ad essere protagonista assoluta è “La capra Amaltea” di Gian Lorenzo Bernini.

Orari al pubblico: martedì-venerdì 15.30-19.30, sabato-domenica 10-19.30.

Mauro Bianchini