Bologna – Una percorrenza lunga secoli che dal periodo Edo (1603-1868) conduce sino ai giorni nostri.
Un’occasione straordinaria, ma non solo, per chi ama la raffinatezza dell’arte giapponese. Ad offrire tale opportunità è “Graphic Japan. Da Hokusai ai Manga”, a cura di Rossella Meneguzzo e Eleonora Lanza, in corso al Museo Civico Archeologico.
Segno e disegno si configurano in un insieme estetico, di costume e sociale in un continuo graduale che dalle stampe del
Mondo Fluttuante conduce ai Manga contemporanei.
Strutturato in quattro sezioni tematiche il percorso espositivo, ricco di oltre 250 opere, apre con “Motivi di natura” prosegue con “Volti e maschere”, “Calligrafia e tipografia” per concludersi con “Giapponismo contemporaneo”.
Nel primo tema, divisi dalla linea dell’orizzonte, terra e cielo paiono dilatare l’idea di confine oltre l’immaginario visibile.
Gli aspetti espressivi facciali si confrontano attraverso lo sguardo arcigno di un Samurai e l’ingenuità di un personaggio straniato nello strabuzzare gli occhi quasi fosse alla ricerca di se stesso.
Nella raffinatezza calligrafica dei tratti tipografici, presenti in “Calligrafia e tipografia” si scorge il concetto di raffinata sintesi narrativa.
Quanto l’arte occidentale abbia influito sui mutamenti espressivi nella progettualità tradizionale giapponese, lo si evince dalle contaminazioni geometriche e cromatiche che sempre più si sono manifestate nel paese del sol levante, con il succedersi delle generazioni.
Mauro Bianchini
“Grapich Japan.Da Hokusai ai Manga” – Bologna – Museo Civico Archeologico, Via dell’Archiginnasio 2. Fino al 6 aprile. Orari: da lunedì a venerdì 10-18. Sabato e domenica 10-19. Biglietti: Intero Euro 16; ridotto Euro 14.









