Sesto Calende – La Fondazione Giancarlo Sangregorio inaugura la nuova area espositiva Spazio Luce con la mostra “Incontri. Da Fontana a Baj, da Rotella a Mondino. Una collezione svelata”. L’evento è in programma il 16 maggio alle 11.30.
I nuovi ambienti nascono dal recupero di un edificio rurale, con l’obiettivo di ampliare l’offerta culturale della Fondazione: un luogo dinamico destinato a ospitare mostre temporanee, incontri, dialoghi interdisciplinari e progetti dedicati ai giovani artisti. Immerso nel verde del Parco del Ticino, Spazio Luce rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione dell’eredità artistica dello scultore Giancarlo Sangregorio (1925-2013). Rafforza il legame tra memoria, territorio e contemporaneità e conferma l’impegno nella promozione dell’arte e nella creazione di nuove opportunità di fruizione e partecipazione. Un progetto che contribuisce a consolidare il ruolo di Sesto Calende, all’estremità meridionale del Lago Maggiore e al confine con il Piemonte, come punto di riferimento nel panorama artistico italiano.
La rassegna, curata da Lorella Giudici con il contributo di Martina Cortese, presenta 34 opere provenienti dalla collezione Sangregorio e costruisce un dialogo tra alcune delle personalità più rilevanti dell’arte italiana del secondo Novecento: da Lucio Fontana a Enrico Baj, da Mimmo Rotella ad Aldo Mondino, insieme ad altri protagonisti della scena artistica.
«Giancarlo Sangregorio ci ha lasciato una raccolta di opere (oltre cento) di artisti del suo tempo, ognuna delle quali è una conferma di stima, il segno di un’amicizia, la testimonianza di un incontro, uno scambio tra colleghi di tutto il mondo – afferma Lorella Giudici –. Una carrellata che racconta i ricordi di una vita ma anche il mondo dell’arte, in particolare tra gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, con la sua pluralità di linguaggi, l’affermazione di nuovi stili e la narrazione di un tempo che per alcuni resta interiore e per altri guarda al simbolo e al sociale».
Con molti di questi autori Sangregorio ha esposto in importanti collettive, spesso occasione del primo incontro (Mimmo Rotella, Concetto Pozzati, Hsiao Chin, Emilio Scanavino, Aldo Mondino, Valentino Vago, Gianni Dova, Martin Schulz Kirchner, Tino Stefanoni, Enzo Esposito). Con altri i legami sono stati più profondi e duraturi, a partire da Maria Luisa de Romans, sua prima compagna, fino al gruppo di artisti “vicini di casa”: Lucio Fontana, Enrico Baj, Silvio Monti, Kengiro Azuma e Vittore Frattini.
Non sono mancate esperienze creative condivise, in particolare ad Albissola Marina, dove l’amico Sergio Dangelo — presente con l’opera Otello — aveva aperto un centro culturale, o con Pietro Pirelli, con cui diede vita a un concerto di pietre.
Accanto a queste, compaiono opere scelte per affetto, come la testa in bronzo Il vento di Arturo Martini o la litografia Donne con la collana (1951) di Massimo Campigli.
Una collezione eterogenea e inedita, che attraversa oltre cinque decenni e restituisce il mondo di Sangregorio attraverso lo sguardo e la memoria degli artisti che lo hanno conosciuto. Il nuovo logo di Spazio Luce, ideato da Stefano Barbato, sintetizza la ricerca scultorea dell’artista, fondata sul dialogo tra materia e forma.
In contemporanea, dal 16 maggio al 26 luglio, nello Spazio Atelier si terrà “Scrigni di luce”, personale di Paola Ravasio (Varese, 1978), prima vincitrice del Premio Sangregorio, che torna a esporre in Fondazione dopo dodici anni con una selezione di opere recenti. Le sue sculture nascono da agglomerati di materia bianca — gesso o resina — per divenire, come sottolineava lo stesso Sangregorio, «tutt’uno con la luce (materia-luce, non luce che si posa sulla materia)», veri e propri scrigni metafisici.
Al piano terra dell’Atelier saranno inoltre presentate sei opere che compongono il nucleo delle nuove acquisizioni della Fondazione, tra cui la scultura di Alex Bombardieri, vincitore della seconda edizione del Premio Sangregorio dedicato alla giovane scultura.
A settembre, l’Atelier ospiterà un focus dedicato a Sergio Floriani.
Madrina dell’inaugurazione del 16 maggio sarà la scienziata Amalia Ercoli Finzi. Le mostre saranno visitabili fino al 29 novembre: dal 17 maggio al 27 settembre, sabato e domenica 10.30–17.30; dal 3 ottobre al 29 novembre, sabato e domenica 11–15.30. Catalogo online (edizione FSG) con testo di Lorella Giudici e fotografie di Alessio Tamborini.









