Milano – Alla Basilica di Santa Maria della Passione arriva la mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria”, allestita dal 12 al 29 marzo. L’esposizione, realizzata da Fondazione Oasis e Libreria Editrice Vaticana, è promossa dal Centro Culturale di Milano in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano, il Centro missionario PIME, la Comunità pastorale Santi Profeti e l’Associazione italiana Centri Culturali.
La mostra racconta la vicenda dei diciannove religiosi e religiose uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996, tra cui i sette monaci di Tibhirine e il vescovo di Orano Pierre Claverie. La loro testimonianza si inserisce nel cosiddetto “decennio nero”, la stagione di violenza che tra il 1992 e il 2002 sconvolse l’Algeria causando oltre 150 mila vittime. Accanto ai religiosi cristiani, anche numerosi imam pagarono con la vita la loro opposizione al terrorismo islamista.
Il percorso espositivo non si limita alla ricostruzione storica ma propone una riflessione sul significato della presenza cristiana come esperienza di dialogo, condivisione e dono di sé. Un messaggio che, come ricorda Papa Leone XIV, testimonia la vocazione della Chiesa a costruire ponti tra religioni e culture attraverso il “dialogo della vita”.
La mostra è stata realizzata per l’edizione 2025 del Meeting di Rimini e prosegue quest’anno il suo itinerario internazionale dopo tappe a New York e Parigi. L’inaugurazione milanese è in programma il 12 marzo alle 18.45 con interventi di Davide Carraro, vescovo di Orano, di suor Franca Littarru delle Piccole Sorelle di Gesù e di monsignor Luca Bressan dell’Arcidiocesi di Milano. Coordina Alessandro Banfi.
Il programma prevede inoltre incontri e visite guidate, tra cui l’appuntamento del 20 marzo nel Duomo di Milano con il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, e l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, nell’ambito del SOUL Festival. Orari di apertura al pubblico da lunedì a sabato 10-13/15 -19; domenica 15-19. Info e prenotazioni gruppi: ass.charles.peguy@gmail.com









