Milano – Alla Galleria d’Arte Moderna si è inaugurata la mostra Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Époque, secondo capitolo dell’omaggio internazionale dedicato al principe scultore dopo la grande esposizione al Musée d’Orsay di Parigi, conclusa lo scorso gennaio.

Il percorso milanese riunisce circa ottanta opere e ricostruisce l’itinerario artistico, non convenzionale, di Paul Troubetzkoy. Accanto ai celebri ritratti che ne hanno decretato il successo internazionale, la mostra valorizza la produzione animalista, ambito in cui l’artista seppe rinnovare profondamente il linguaggio plastico tra Otto e Novecento.

Fondamentale il contributo del Museo del Paesaggio, che custodisce uno dei più significativi fondi dedicati allo scultore: 43 le opere prestate a Parigi, 13 già rientrate sul Lago Maggiore e 32 approdate ora nel capoluogo lombardo. Un dialogo arricchito da prestiti provenienti da importanti istituzioni italiane e straniere, tra cui il Petit Palais, il San Francisco Museum of Fine Arts, il Museo Sorolla, il Detroit Institute of Arts e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Accanto all’esposizione, un programma di incontri, conferenze e visite guidate tra i quali la conferenza “Troubetzkoy. Camelie e Lago Maggiore”, organizzata in collaborazione con FuoriOrticola, con interventi di Roberto Troubetzkoy-Han, Carola Lodari e Andrea Corneo in calendario l’8 maggio alle 16.

Dopo l’importante vetrina parigina, la tappa milanese rappresenta una nuova occasione di promozione per il Museo del Paesaggio verso il pubblico lombardo, storicamente legato a Verbania e al Lago Maggiore.

La mostra, allestita nello spazio di via Palestro, è visitabile fino al 28 giugno nei seguenti orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 17.30.