Milano – In occasione della Quaresima e della Pasqua, il Museo Diocesano ospita, un’esposizione costruita attorno alla Crocifissione di Hans Memling, capolavoro databile tra il 1467 e il 1470 e proveniente dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.

Il percorso realizzato in collaborazione con Casa Testori mette in dialogo la tavola quattrocentesca con le opere di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli, invitati a confrontarsi con la forza visiva e spirituale del dipinto.

Al centro della composizione Memling colloca Cristo in croce; alla sua sinistra San Giovanni Evangelista sorregge la Vergine svenuta, mentre la Maddalena si inginocchia ai piedi del patibolo. Sul lato opposto compaiono San Giovanni Battista con l’agnello e San Bernardo di Chiaravalle, protettore del committente, l’abate cistercense Jan Crabbe, ritratto in primo piano. Alle spalle si apre un paesaggio collinare fiabesco, osservato dall’alto e reso con meticolosa precisione fiamminga.

I colori smaltati, i volti analiticamente indagati e i panneggi dai contorni netti richiamano i modelli di Rogier van der Weyden, di cui Memling fu probabilmente allievo. Ma nella grandiosità del paesaggio e nell’intensità emotiva del gruppo di sinistra emergono già tratti personali che, negli anni successivi, condurranno l’artista verso esiti più dolci e meno drammatici.

Il confronto contemporaneo si sviluppa attraverso linguaggi differenti. Stefano Arienti riflette sull’asse visivo e simbolico del Crocifisso; Matteo Fato presenta una pittura su tela concepita come parte di un’installazione in cui il cavalletto, costruito dall’artista, diventa elemento integrante dell’opera. Julia Krahn propone un dittico fotografico che invita a immedesimarsi nella figura di Maria sotto la croce, mentre Danilo Sciorilli realizza un trittico video incentrato sulle immagini di una performance nel suo paese d’origine.

L’esposizione prosegue sino al 17 maggio. Orari al pubblico: martedì-domenica, 10-18.