Cittiglio/Varese – Per circa trent’anni ha vissuto e lavorato a Vararo, piccola frazione di Cittiglio, trasformando la propria abitazione in un luogo interamente abitato dalla pittura. Oggi, a tre anni dalla sua scomparsa, il lavoro di Vittorio Aldrovandi, in arte Vandi (1934–2023), esce dal silenzio e si apre per la prima volta a un percorso pubblico di ricerca, confronto e valorizzazione.
Sono circa 3.000 le opere già individuate nell’ambito del lavoro di ricognizione avviato dalla critica d’arte e curatrice Debora Ferrari e dallo storico e iconologo Luca Traini. Dipinti, disegni, cartoni, tavole, piastrelle e altri supporti restituiscono la dimensione di una produzione vastissima e incessante, sviluppata per decenni lontano dai circuiti dell’arte.
Da questa ricerca nasce il progetto “Vandi. La riscoperta di un genio”, promosso dal Comune e dedicato alla conoscenza e allo studio dell’artista. L’obiettivo non è proporre una definizione già acquisita di Vandi, ma costruire attorno alla sua opera un percorso critico capace di interrogarsi sul suo linguaggio, sulla sua esperienza di isolamento e sul rapporto tra creatività, interiorità e forme non convenzionali della ricerca artistica.
Il percorso prenderà avvio sabato 10 ottobre alle 15, nella Sala Consiglio del Comune di Cittiglio, con la prima presentazione pubblica organica del progetto.
Il territorio sarà il punto di partenza: Vararo, il borgo nel quale Vandi ha trascorso gli ultimi decenni della sua vita e dove ha sviluppato una parte significativa della propria produzione. Un ritorno alle origini della sua vicenda artistica che non vuole assumere il carattere della celebrazione, ma rappresentare l’inizio di un processo di conoscenza.
Il secondo appuntamento è in programma giovedì 22 ottobre al Lyceum di Varese, dove la ricerca si allargherà al confronto tra discipline diverse.
A partire dalle 14.30, storici dell’arte, psicologi, studiosi ed esperti di conservazione, mercato, filosofia, giornalismo e pratiche artistiche saranno chiamati a confrontarsi sulla figura di Vandi e sulla sua produzione. Una tavola rotonda pensata per mettere in dialogo prospettive differenti davanti a un caso artistico ancora in fase di studio.
Al centro saranno questioni come il rapporto tra arte e interiorità, isolamento e creatività, visione e linguaggi outsider. Il confronto sarà accompagnato dalla presentazione di una selezione di opere.
La vicenda di Vandi è profondamente legata a Vararo e al territorio varesino, ma la ricerca intende superare la dimensione locale. La sua produzione si inserisce infatti in un campo di riflessione più ampio, quello delle forme di creatività outsider e delle esperienze artistiche sviluppatesi al di fuori dei circuiti tradizionali.
Gli appuntamenti di ottobre rappresentano dunque soltanto l’inizio. La ricerca prevede ulteriori attività di catalogazione e studio, mostre, pubblicazioni, iniziative educative e nuovi momenti di confronto con studiosi e istituzioni. La domanda di fondo è ancora aperta: quale posto potrà occupare Vandi nella storia dell’arte contemporanea e nel più ampio panorama delle esperienze outsider?
Ingresso libero, prenotazione consigliata scrivendo a culturalbrokers@gmail.com









