Verbania – Una grande ballerina di grafite entra a far parte delle collezioni del Museo del Paesaggio. È Un’arabesque per Troubetzkoy di Omar Galliani, opera monumentale realizzata dall’artista per la mostra Alla riscoperta di un volto, allestita tra l’autunno 2025 e la primavera 2026 nelle sale di Palazzo Viani Dugnani e curata da Vera Agosti. Galliani ha scelto di donare la tavola al museo, dove resterà in dialogo permanente con la scultura di Paolo Troubetzkoy alla quale è ispirata.

La donazione è stata ufficializzata il 26 settembre a Palazzo Viani Dugnani, alla presenza dell’artista e della curatrice. L’opera è stata collocata al piano terra, nelle sale della gipsoteca dedicata a Troubetzkoy, accanto al celebre gesso del 1915 in cui lo scultore, principe russo di nascita ma profondamente legato all’Italia e al territorio del Verbano, raffigurò la danzatrice inglese Lady Constance Stewart Richardson.

Il confronto fra le due opere nasce da un elemento essenziale: il movimento. Galliani guarda alla ballerina di Troubetzkoy non tanto come a un soggetto da reinterpretare, quanto come a una figura nella quale il gesto diventa forma. La plasticità dell’argilla modellata dalle mani dello scultore trova nel disegno un corrispettivo nella grafite, condotta sulla superficie attraverso il gesto della mano. Materie differenti vengono così accomunate dalla stessa energia del movimento.

La tavola appartiene alla serie delle Ballerine cosmiche, sviluppata da Galliani a partire dal confronto con la scultura di Troubetzkoy. Il suo ingresso nelle collezioni del Museo del Paesaggio consolida dunque il rapporto fra l’opera contemporanea e il patrimonio storico dell’istituzione, creando un dialogo diretto fra due diverse concezioni della figura e del gesto artistico.

La collocazione nella gipsoteca rende particolarmente significativo questo passaggio: l’opera di Galliani non viene semplicemente aggiunta alla collezione, ma entra in relazione con un nucleo museale dedicato a uno degli artisti più importanti legati alla storia culturale del territorio. Il riallestimento del percorso dedicato a Troubetzkoy permette inoltre di leggere la nuova presenza contemporanea all’interno di un contesto espositivo già strutturato attorno alla sua produzione.

Il rapporto con il contemporaneo prosegue al secondo piano di Palazzo Viani Dugnani, dove sono esposte le collezioni della pinacoteca, comprese le due Allegorie di Paolo Veronese, insieme alla mostra Terre Inquiete di Tullio Pericoli, curata da Elena Pontiggia e visitabile fino al 1° novembre .