Varese – Con “Una storia di Design Ceramico. Dal Premio Internazionale del Design Ceramico al Premio MIDeC”, la Fondazione Marcello Morandini presenta, dal 9 maggio al 7 giugno un’ampia rassegna a cura di Fabio Carnaghi, promossa con l’Associazione Amici del MIDeC e realizzata con il patrocinio di AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica.

L’esposizione ripercorre il filo di continuità che lega la storica esperienza del Premio Internazionale del Design Ceramico alla più recente istituzione del Premio MIDeC, oggi appuntamento biennale dedicato alla ceramica contemporanea. Un progetto che mette in evidenza il ruolo dei premi nella costruzione di un dialogo tra tradizione e innovazione, capace di rinnovare nel tempo il linguaggio del design ceramico.

Il percorso prende avvio dal 1997, quando Marcello Morandini, allora presidente del museo di Cerro di Laveno Mombello, istituì il Premio Internazionale del Design Ceramico, intuendone il potenziale in una fase di trasformazione del settore. In mostra le opere di protagonisti come Antonia Campi, Ambrogio Pozzi e lo stesso Morandini, figure centrali nella definizione del design ceramico italiano.

Accanto a questo nucleo storico, l’esposizione presenta una selezione di lavori provenienti dalle quattro edizioni del Premio MIDeC, promosso dal 2019 dall’Associazione Amici del MIDeC. Le opere testimoniano la vitalità della ricerca contemporanea e la capacità della ceramica di confrontarsi con nuove esigenze espressive e progettuali.

Completano il percorso i contributi di Sandra Baruzzi, Eloisa Gobbo, Karin Putsch Grassi, Anna e Paola Marinuzzi, Mathias Och, Caterina Sbrana, Alice Reina, Arago Design e Arianna De Luca, offrendo uno sguardo articolato sulle diverse declinazioni del linguaggio ceramico tra sperimentazione e funzione.

La vicenda del Premio MIDeC si inserisce nel solco tracciato dall’esperienza lavenese, confermandone l’importanza nel panorama del design italiano e internazionale. Una continuità che ha contribuito a valorizzare la ceramica come ambito di ricerca e produzione, capace di dialogare con la storia e con le trasformazioni del contemporaneo.

Parallelamente alla mostra principale, la Fondazione arricchisce la propria proposta con due ulteriori esposizioni temporanee.Interaction of Color” rende omaggio a Josef Albers con un ambiente immersivo dedicato allo studio della percezione cromatica e delle relazioni tra i colori, visitabile fino al 20 dicembre.

Un’altra sala ospita “Una scultura che diventa ascensore”, progetto espositivo che documenta le fasi di sviluppo del nuovo ascensore monumentale del museo. Attraverso materiali e approfondimenti, il percorso rende visibile il processo che trasforma un’idea progettuale in un intervento architettonico, la cui realizzazione è prevista entro la fine del 2026.

L’inaugurazione è in programma il 9 maggio alle 14. La mostra sarà poi visitabile il giovedì dalle 15 alle 18 e da venerdì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.