Milano – La Galleria Gracis si prepara a ospitare, dal 29 gennaio, la mostra Obiettivo Arte Povera. Un viaggio nell’arte dal 1968 ricca personale di Paolo Mussat Sartor, tra i più importanti fotografi d’arte del secondo Novecento, capace di raccontare una stagione cruciale dell’arte contemporanea con uno sguardo partecipe e mai spettacolare.
Il titolo della mostra riassume i tre assi portanti del progetto. L’“obiettivo” è quello della macchina fotografica, ma anche quello dello sguardo del fotografo, sempre attento e rispettoso. Il “viaggio” rimanda agli spostamenti che Mussat Sartor compì tra gli anni Settanta e Novanta attraversando l’Europa per seguire mostre e artisti. L’“Arte Povera”, infine, è il cuore pulsante dell’esposizione: non solo un movimento, ma un modo di pensare e di vivere l’arte.
In mostra circa trenta fotografie dedicate ai protagonisti dell’Arte Povera – da Giovanni Anselmo a Michelangelo Pistoletto, da Jannis Kounellis a Giuseppe Penone – affiancate da un nucleo di immagini della serie Viaggi, presentate qui per la prima volta. Scattate spesso con una Minox tascabile dall’abitacolo della sua auto risalgono agli anni ’70 e ’90, quando attraversava l’Europa per documentare mostre e artisti. Queste fotografie colgono frammenti di paesaggio, oggetti e atmosfere ridotte all’essenziale, restituendo il ritmo silenzioso degli spostamenti e del tempo.
Il percorso espositivo si arricchisce del dialogo tra le fotografie e le opere degli stessi artisti ritratti, creando un cortocircuito visivo e concettuale che chiude il cerchio della narrazione. Come sottolinea Laura Cherubini nel testo critico che accompagna la mostra, lo sguardo di Mussat Sartor rifugge ogni enfasi mondana per concentrarsi sul linguaggio dell’opera.
Nato a Torino nel 1947, Mussat Sartor ha attraversato da testimone privilegiato gli anni fondativi dell’Arte Povera, documentando artisti, opere e contesti espositivi nel momento stesso in cui quel linguaggio prendeva forma. Le sue fotografie non sono semplici documentazioni, ma veri e propri atti di interpretazione: immagini che restituiscono l’intelligenza del lavoro artistico, la sua tensione concettuale e il rapporto con lo spazio.
L’esposizione, con inaugurazione il 29 gennaio alle 18, proseguirà sino al 10 aprile e sarà visitabile da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle18; sabato su appuntamento. Ingresso libero.









